Potrebbe essere un pallone sonda, impiegato in ambito meteorologico e in grado di volare anche per alcuni giorni, la presunta mongolfiera caduta ieri sera in Val Ferret (Courmayeur) e avvistata da tre persone per le fiamme sprigionate in aria. ”Considerato il fuoco che i testimoni riferiscono di aver visto – spiega Nello Charbonnier, piu’ volte campione italiano di volo in mongolfiera e titolare di un’azienda che opera da 25 anni nel settore aeronautico – potrebbe trattarsi di un pallone riempito a idrogeno, gas infiammabile, al contrario dell’elio piu’ comunemente usato. Tuttavia nella zona non ci sono tralicci dell’alta tensione che avrebbero potuto scatenare la combustione e non ho segnalazioni di fulmini nel pomeriggio di ieri”. In contatto con diversi colleghi e esperti di Francia, Svizzera e altri paesi europei, Charbonnier spiega pero’ di ”non avere notizie di palloni sonda dispersi negli ultimi giorni”. Difficile inoltre affermare che si tratti di una ”mongolfiera, dalla quale ogni ora si deve fornire via radio all’ente preposto la propria posizione, altrimenti – aggiunge con riferimento all’Italia – trascorsi altri 60 minuti, scatta automatica la macchina delle ricerche”. E anche nel caso di un volo non autorizzato ”l’equipaggio a terra avrebbe comunque segnalato l’aerostato disperso”. Domani, in base alla situazione meteorologica, la Guardia di finanza di Entreves (Courmayeur) e il Soccorso alpino valdostano valuteranno se riprendere le ricerche in elicottero e a piedi. La zona da perlustrare e’ ampia e la visibilita’ oggi era scarsa.
Allertata, la Guardia di finanza di Entreves ha intrapreso le ricerche con il gruppo di Soccorso alpino, sospendendo però a causa del maltempoe delle nevicate in quota. “Non ci sono giunte segnalazioni – spiegano dalla caserma di Entreves – né di velivoli, che possano essere partiti ieri pomeriggio, né di persone scomparse. Nessuna segnalazione è arrivata dalla Francia“. Una seconda ipotesi sull’oggetto non identificato potrebbe arrivare dal mondo degli astrofili, dal momento che è prevista da tempo una pioggia di stelle cadenti, le Tauridi prodotte dalla coda della cometa Enke, che anticiperebbe quella più “tradizionale” delle Leonidi. Cadute di oggetti luminosi sono infatti previste fra il 5 e il 13 novembre, con una punta proprio fra il 10 e il 12. “C’è in effetti la possibilità di avvistamenti al di fuori della pioggia di stelle cadenti – commenta il fisico Guido Cossard, presidente degli archeoastronomi valdostani – Un singolo oggetto può essere avvistato anche in momenti lievemente diversi rispetto allo sciame“. “Molto spesso queste osservazioni sono impressionanti e provocano notizie a catena, come è accaduto anche poco tempo fa – aggiunge Marina Muzi, direttrice dell’Osservatorio Astronomico G.D. Cassini di Perinaldo (Imperia) – Si vede una cosa che sembra incendiata: se persiste può essere un bolide, vale a dire una pietruzza, un meteorite di un paio di centimetri. Se si è fortunati, e non colpisce auto o persone, si può trovarla a terra, oppure può scomparire di colpo perché si è disintegrata. A volte si sente anche un boato. Per quanto impressionanti sono fenomeni che avvengono“.
