Durante la giornata di lunedì 5 Novembre 2012 impetuose raffiche di garbino (il cosiddetto “Foehn” appenninico, figlio del libeccio che sale dal versante tirrenico e ligure della dorsale) hanno flagellato i principali passi e le vallate dell’Appennino settentrionale, con picchi a dir poco sorprendenti rispetto alla consistenza del “gradiente barico” che ha attivato il flusso libecciale. Anche stavolta le folate più violente hanno riguardato le vallate appenniniche che degradano verso l’Adriatico, dove il cosiddetto “effetto di caduta” ha favorito una ulteriore accelerazione delle masse d’aria costrette a valicare l’ostacolo orografico appenninico, catapultandosi di botto sulle coste adriatiche. A Frontone, grazioso paese collinare della provincia di Pesaro e Urbino, al confine con quelle di Ancona e Perugia, la locale stazione meteorologica, gestita dall’Aeronautica Militare, nella giornata di lunedì 5 Novembre, ha registrato una raffica di picco di ben 79 nodi da 200°. Facendo la conversione fra nodi a km/h scopriamo che i 79 nodi, archiviati dalla stazione di Frontone, corrispondono a circa 146 km/h da Sud. Il dato di Frontone, davvero notevole, mette in evidenza la particolare esposizione del piccolo comune marchigiano alle sfuriate del garbino (noto anche come il “Foehn” appenninico per le sue peculiari caratteristiche) che scende a gran velocità dai declivi dell’Appennino.
Potenti raffiche di garbino sull’Appennino; ancora una volta la stazione di Frontone registra un picco di 146 km/h
