
Il modello di previsione chiamato GFS, uno dei più autorevoli e precisi, conferma la possibilità di freddo intenso con culmine intorno al 5 dicembre. Stiamo parlando, è vero di ipotesi, ma siamo qui a riparlarne a distanza di diversi giorni, ed è già una conferma. Al di là poi della esatta configurazione dei fenomeni ci sono due considerazioni che potrebbero portare comunque al verificarsi di ipotesi gelide molto presto nell’inverno, eventualmente anche “a ripetizione”. La prima è che, come avete letto ieri, la quantità di neve sul Nord dell’Europa e della Russia è da record. significa freddo, e solitamente anche freddo al suolo accompagnato da alta pressione. Una quantità di aria fredda, un serbatorio, pronto a incanalarsi verso di noi appena la configurazione barica lo permetta. Un serbatoio che non farà altro che aumentare nei prossimi mesi. La seconda è che c’è una continua tendenza di “lingue perturbate e fredde” a scendere verso latitudini davvero basse, e già per quel poco che possiamo osservare dai modelli questo si accentuerà nelle prossime settimane, addirittura spingendo alla formazione di altri cut-off e di un collegamento gelido tra la Russia e l’Italia, mentre la goccia fredda isolatasi sarà bruscamente spinta verso Ovest, cosa che accade spesso quando l’inverno russo vuole dire la sua sull’Italia. Le temperature in quota, per dare un’idea, potrebbero passare dagli attuali +7°C ai -5°C a 1500 metri circa, condizione più che sufficiente alla neve fino al piano, specie se venisse consentita la formazione di un cuscino freddo al suolo. Un’altra considerazione è che la natura tende a ripercorrere le strade che ha già segnato. Come accade per le tristi estati in cui vediamo sprofondare l’aria fredda ad Ovest del Portogallo e risalire serbatoi di aria rovente, adesso potrebbe essere il turno dell’aria calda che viaggia verso l’Atlantico mentre l’Italia tutta sarebbe aperta alle correnti siberiane. E’ il mio augurio ai tantissimi amanti del freddo e della neve.
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