Stefano Coppola ci ha inviato le due foto che pubblichiamo a corredo dell’articolo, riferite ad alcune spettacolari nubi lenticolari sull’Etna scattate lunedì 5 novembre. Come si può ben notare dai singoli scatti si notano delle splendide nubi lenticolari, in questo caso si tratta di un altocumulo lenticolare a più livelli, che si poggia sopra la cima del grande vulcano siciliano. Un fenomeno molto comune, specie in presenza di intensi flussi in quota, in prossimità di grandi rilievi o massicci montuosi estesi e molto elevati, come l’Etna. Non di rado, proprio sopra la cime dell’Etna, si possono scorgere queste meravigliose formazioni nuvolose che si dispongono su più livelli, una sull’altra. Le nubi lenticolari di questo genere spesso prendono il loro nome dalla forma che assumono, spesso simile a una lente. Di solito questo genere di nubi, dalla forma ellittica o di lente, si sviluppa quando un forti venti in quota, che spirano nella media atmosfera (a partire dai 1500-2000 metri), impattano le pareti di una catena montuosa o di un grosso rilievo, generando delle forti turbolenze, o meglio “ondulazioni” (variazioni della componente verticale del flusso eolico), che si propagano alla massa d’aria sovrastante la cima. L’intenso flusso eolico che scorre in quota, una volta incontrata una importante barriera orografica nella sua traiettoria (tipo l‘Appennino o un massiccio montuoso alto più di 2000 metri), è costretto a superare un simile ostacolo originando delle onde d’aria (le turbolenze), simili a quelle marine, con tanto di creste e conche. Queste ondulazioni vengono chiamate anche con il termine di “onde orografiche” (mountain waves) visto che sono causate proprio dall’impatto con il rilievo. In genere la massa d’aria stabile trasportata su un rilievo diventa molto più densa raffreddandosi e sotto l’influenza della gravità tende a sprofondare sottovento alla barriera montuosa oscillando attorno al suo punto di equilibrio. Le nubi prodotte dalle “onde orografiche” assumono questo tipo di forme lenticolari perché quando l’aria sale lungo la cresta tende a dilatarsi e a raffreddarsi, facendo condensare il vapore in minuscole goccioline d’acqua, che danno vita alla nube.