Un “CUT-OFF” va ad isolarsi nel cuore dell’entroterra algerino: piogge e rovesci interessano diverse aree del Sahara

Si nota l'area nuvolosa isolata nel cuore del Sahara algerino

Mentre il bacino centrale del mar Mediterraneo viene raggiunto da un modesto promontorio anticiclonico, che livellerà il campo barico, sull’entroterra desertico algerino, nella giornata di ieri, si è andata ad isolare una rara goccia fredda in quota che ha saputo dispensare delle precipitazioni sparse in pieno deserto. Piogge, in genere di debole o moderata intensità, hanno colpito anche quelle località che non vedono una sola goccia d’acqua da oltre un anno. Eppure vedere l’isolamento di una goccia fredda, in rapida evoluzione a “CUT-OFF” (vortice ciclonico chiuso in quota), in pieno deserto del Sahara, non è poi cosi inconsueto nella stagione autunnale. Proprio lo scorso anno, nel mese di Ottobre, a causa di un temporaneo sbilanciamento dell’anticiclone delle Azzorre che aveva posizionato il proprio baricentro sopra la MittelEuropa, lasciando scoperto agli attacchi perturbati il medio Atlantico e il basso Mediterraneo, è riuscito a spingere, lungo il suo bordo più meridionale,  un latente “CUT-OFF” in quota, che per vari giorni si è reso stagnante fra mar Libico e basso Ionio, sfilando successivamente sull’entroterra libico. Qui la piccola circolazione ciclonica chiusa in quota (500 hpa) ha agito come una sorta di scheggia impazzita, riuscendo a pilotare correnti di aria molto umida e instabile dal basso Mediterraneo fino all’entroterra del Sahara algerino orientale, alla Tunisia e alla Libia occidentale, tramite una ventilazione, sostenuta, da N-NE o NE. Allora le correnti di aria fresca e umida in quota, di origine mediterranea, una volta inserite sopra l’entroterra desertico algerino e libico, hanno dato luogo a forti contrasti termici con l’aria molto più calda e secca preesistente nei bassi strati in questi luoghi. I notevoli divari termici (“gradiente termico verticale”) fra le masse d’aria di diversa natura hanno agevolato la nascita di intensi moti convettivi (correnti ascensionali molto forti) che hanno messo le basi per la costruzione di grosse “Cellule temporalesche” capaci di dare la stura a veloci ma violenti rovesci di pioggia, localizzati in determinate aree.

I forti temporali che lo scorso anno hanno colpito l'est dell'Algeria e il deserto libico del Fezzan

Le formazioni temporalesche in pieno deserto sono state incentivate anche dalla presenza, in alta quota, di una forte “corrente a getto sub-tropicale”, da sud-ovest, che ha esaltato la divergenza con le correnti da NE in entrata nei bassi strati. Le forti piogge, cadute nel giro di 1-2 ore, a volte anche meno, hanno rapidamente gonfiato gli “Uadi”, ossia i letti di quei torrenti prosciugati sul territorio desertico, causando gravi inondazioni ed estesi allagamenti in aree sovente abituate a vedere qualche goccia di pioggia una volta l’anno. Stavolta il quadro sinottico è un po’ diverso rispetto a quanto visto lo scorso anno. Il quadro barico attuale vede un debole cavo d’onda, che in queste ore sta attraversando il bacino centrale del Mediterraneo, mentre sul Mediterraneo orientale, invece, staziona una “Upper Level low” che continua ad alimentare una discreta attività temporalesca, fra mar a sud di Creta e mar di Levante, tendendo ulteriormente ad allontanarsi verso est, andandosi progressivamente a colmare in un vortice troposferico in quota che verrà tenuto in vita dalla forza centrifuga. Al contempo, tra la Russia meridionale e il Kazakistan, continua a stazionare un robusto promontorio anticiclonico, ben spanciato verso levante, il quale impedisce la normale traslazione verso est del flusso perturbato zonale, ergendo un vero e proprio blocco, costringendo le varie perturbazioni e i sistemi frontali che provengono dalla Scandinavia o dal Baltico a salire bruscamente verso nord-est, sull’Artico russo, per poi ridiscendere, aggirando l’anticiclone sul bordo più settentrionale, in direzione dell’altopiano della Siberia centrale, dove i vari corpi nuvolosi e i sistemi frontali, interagendo con l’aria molto fredda già presente nei bassi strati, danno luogo a frequenti nevicate.

Tale assetto configurativo ha favorito la penetrazione di una modesta ondulazione ciclonica, che scendendo di latitudine verso l’entroterra algerino, si è chiusa, favorendo l’isolamento di un “CUT-OFF” in quota, che si è poi collocato nel sud dell’Algeria, fra la regione desertica di Tanezrouft, poco ad ovest dei rilievi dell’Ahaggar. Le immagini satellitari, già dalla tarda mattinata di ieri, mettevano in evidenza la presenza di una insolita circolazione ciclonica, somigliante ad un punto interrogativo, proprio nel cuore del Sahara algerino. Malgrado l’ambiente molto ostile la piccola circolazione ciclonica è riuscita a sopravvivere e ad adattarsi. Il nocciolo di aria più fredda in quota (a 500 hpa) del “CUT-OFF”, con isoterme al di sotto dei -10°C -15°C, ha contrastato con l’aria molto più calda e secca, di tipo sub-tropicale continentale, preesistente nei bassi strati in questi luoghi, originando un intenso “gradiente termico verticale” attorno il vortice.

Questi contrasti termici, a tratti marcati, hanno attivato dei moti convettivi che hanno poi sviluppato degli ammassi nuvolosi, gli stessi che hanno prodotto le precipitazioni in pieno deserto. Tra i dati più significativi emergono i 5 mm registrati dalla stazione di In Salah, nel Sahara algerino. Un quantitativo non abbondante, ma di certo significativo per un luogo che per vedere una goccia di pioggia o un temporale deve aspettare più di un anno. Rammendo che la media pluviometrica annuale di In-Salah si aggira intorno i 17 mm. Ma piogge di debole o moderata intensità hanno interessato pure la regione desertica di Tanezrouft e l’area ad ovest della catena montuosa dell’Ahaggar. Il “CUT-OFF”, pur alimentato da un ramo secondario del “getto sub-tropicale”, dovrebbe andare gradualmente a colmarsi entro le prossime 24 ore, spingendosi verso l’Algeria sud-orientale, dando luogo a nuove piogge e a qualche rovescio. L’area depressionaria favorirà anche un temporaneo rinforzo della ventilazione, da E-NE e NE, che sferza l’entroterra desertico algerino e libico. Il vortice ciclonico in quota tenderà in seguito ad essere eroso, venendo declassato allo status di una “Upper Level low” pronta muoversi ulteriormente verso levante.