
Il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha intenzione di chiedere al governo federale fondi da 30 miliardi di dollari per sostenere la ricostruzione delle aree colpite dall’uraganoSandy. Lo scrive il New York Times che cita fonti vicino all’amministrazione dello Stato con capitale Albany. Per la ricostruzione di ponti, tunnel, linee ferroviarie e della metropolitana servono 3,5 miliardi di dollari; per riparare case e appartamenti sono necessari 1,65 miliardi di dollari; per il rimborso alle autorità locali, che hanno dispiegato a oltranza poliziotti, pompieri e altro personale di emergenza verrà richiesto un miliardo di dollari; vari miliardi verranno usati per prestiti federali e sovvenzioni alle imprese. Stando all’amministrazione Cuomo, riporta il quotidiano, nell’area di New York l’uragano Sandy ha causato nel Paese danni per 50 miliardi di dollari, di cui 13 miliardi in perdite per aziende ed esercizi commerciali. Sandy risulta così la tempesta più costosa del paese dopo l’uragano Katrina del 2005: allora i danni furono pari a 145 miliardi di dollari (110 quelli stanziati dal governo federale). Resta da capire se il governatore Cuomo riuscirà a ottenere gli aiuti desiderati, vista la tensione che si respira a Washington, dove la Casa Bianca e il Congresso stanno cercando un accordo per evitare una crisi fiscale. L’ammontare richiesto da Cuomo supera i circa 12 miliardi di dollari in aiuti per disastri resi disponibili senza ricorrere al voto in Congresso attraverso la Federal Emergency Management Agency (Fema), l’agenzia governativa che si occupa di gestire la risposta alle calamità che colpiscono il Paese. A complicare il quadro dei finanziamenti è il fatto che altri Stati colpiti dall’uragano Sandyfaranno richiesta di fondi: è il caso di New Jersey, Pennsylvania, New Hampshire, Virginia, Maryland, North Carolina e Virginia. Una visita del presidente Barack Obama nell’area di New York City è prevista giovedì. Intanto, l’amministrazione federale, quella dello Stato e della città di New York sono alla ricerca di appartamenti sfitti. L’obiettivo è quello di allargare l’offerta di immobili da dare alle centinaia – se non migliaia- di persone ancora senza una casa o prive di elettricità, a causa dell’uragano.