
Mancano poche ore al nuovo imminente peggioramento che nella giornata domenicale penalizzerà l’intero centro-sud e le isole maggiori, a suon di piogge estese, forti rovesci e temporali, localmente anche di moderata o forte intensità. Già sul nord dell’Algeria è ben evidente la presenza di una grande “Warm Conveyor Belt” (grande corpo nuvoloso associato al flusso caldo e umido che si introduce nel lato anteriore di un sistema frontale o una circolazione depressionaria) che tende a muoversi verso il bacino centrale del mar Mediterraneo, iniziando a coinvolgere le nostre isole maggiori con la parte anteriore, quella dove prevalgono le nubi alte cirriformi. Si tratta in realtà di una “Warm Conveyor Belt”, di tipo sub-tropicale marittima, visto l’origine. Quindi, avendo un origine marittima, seppur continentalizzata sopra l’entroterra algerino, raggiunto il Mediterraneo, avrà modo di umidificarsi ulteriormente, dispensando maggiori precipitazioni di una più comune “Warm Conveyor Belt” sub-tropicale continentale. Difatti, l’esteso sistema nuvoloso, si è sviluppano fra la tarda serata di giovedì e la giornata di ieri, lungo le basse latitudini atlantiche, nel tratto di oceano a nord dell’arcipelago di Capo Verde, a largo della Mauritania e delle coste del Sahara occidentale. Il supporto umido dalle latitudini tropicali, davanti le coste dell’Africa occidentale, è stato fondamentale per il suo rapido sviluppo.
Proprio qui la “Warm Conveyor Belt” è stata alimentata (soprattutto il settore posteriore, dove si celano le precipitazioni più importanti) dal passaggio del ramo principale della “corrente a getto sub-tropicale”, che dal medio-basso Atlantico si muove con gran rapidità verso il Sahara occidentale e l’entroterra algerino fino alla Libia. In seno alla “corrente a getto sub-tropicale”, che attraversa l’Africa nord-occidentale, con massimi di velocità che dal Sahara occidentale, Marocco e Algeria si portano verso la Libia e l’Egitto, la suddetta “Warm Conveyor Belt” si muoverà in direzione del bacino centrale del mar Mediterraneo, iniziando ad interessare dapprima la Sardegna meridionale e successivamente pure la Sicilia e la Calabria meridionale. Al contempo i resti del vecchio “CUT-OFF”, posizionato a ridosso delle coste dell’Algarve, nel Portogallo meridionale, riusciranno, tramite la Spagna, a penetrare sul “mare Nostrum”, a ridosso delle Baleari, venendo prontamente riassorbiti da una nuova saccatura (ondulazione ciclonica), propagata da una circolazione ciclonica principale, minimo barico stimato sui 982 hpa, posizionata nel tratto di oceano poco ad est dell’Islanda. L’area ciclonica in questione, approfittando di un temporaneo rallentamento delle correnti occidentali (soprattutto alla quota di 500 hpa), stenderà un asse di saccatura che dall’Atlantico settentrionale, attraverso le Isole Britanniche e la Francia, affonderà i propri elementi più meridionale fino al bacino centro-occidentale del Mediterraneo e al nord dell’Algeria. La saccatura nord oceanica sarà in grado di riassorbire il vecchio “CUT-OFF”, riorganizzandolo in un nuovo vortice depressionario troposferico, tra il mar delle Baleari e il mar di Sardegna.
