Tempo da lupi sul nord della Siberia. Forti venti e autentici “blizzards” nelle ultime 24 ore hanno spazzato molte aree della Siberia centrale, dando luogo a condizioni meteorologiche veramente estreme, con venti fino a 80-100 km/h e temperature scese sotto i -20°C -25°C. Le proibitive condizioni climatiche hanno anche attivato il fenomeno dello “scaccianeve basso”, i turbini di neve sollevati dalle forti raffiche di neve, che ha provocato drastiche riduzioni della visibilità orizzontale. In alcune località dell’altopiano siberiano centrale e sulle coste affacciate sul freddo mar di Kara, durante le intense bufere di neve e vento, la visibilità orizzontale, a causa del fitto “scaccianeve”, non è mai salita sopra i 200-300 metri per l’ingente quantità di neve sollevata dalle forti raffiche di vento, fino a 80-90 km/h. L’intensa fase di maltempo invernale è stata originata dal passaggio di una profonda circolazione depressionaria, a carattere freddo, con minimo barico al suolo sceso sotto i 980 hpa, che dal mar di Kara orientale si è spinto verso la penisola di Tajmyr, continuando sul mar di Laptev. Il profondo ciclone extratropicale, di origine sub-polare, è transitato lungo il bordo più settentrionale della vasta cellula anticiclonica termica, che dal Kazakistan tende a spingersi verso gli Urali, sotto la protezione di un robusto anticiclone dinamico di blocco posizionato sopra le pianure della Russia europea, con massimi di geopotenziali in quota.
L’area ciclonica, ben strutturata alle varie quote, muovendosi velocemente verso levante, a nord dell’esteso nucleo anticiclonico termico, che presenta massimi barici al suolo superiori ai 1054-1055 hpa sulla steppa del Kazakistan (dove le temperature sono scese sotto il muro dei -40°C), ha causato un sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” su tutto il comparto siberiano centrale. Le isobare strette e ravvicinate fra di loro mettevano in evidenza i fortissimi divari barici fra il Kazakistan centrale, dove vi erano massimi pressori fino a 1054-1055 hpa, e la penisola di Tajmyr e le coste affacciate tra mar di Kara orientale e mar di Laptev, dove invece, data la vicinanza del profondo minimo depressionario, la pressione scivolava sotto i 990 hpa. Parliamo di un “gradiente barico” molto consistente, superiore ai 70-75 hpa, che ha attivato venti molto forti dai quadranti occidentali che hanno investito l’intero altopiano della Siberia occidentale, spazzando con grande intensità l’area della penisola di Tajmyr e le coste siberiane affacciate al mar di Laptev, dove si sono scatenate vere e proprie tempeste di vento, con raffiche che hanno superato i 100-110 km/h. Il particolare assetto delle isobare, distese da Ovest verso Est, ha attivato forti venti burrascosi dai quadranti occidentali, con una spiccata componente da SO sul lato anteriore della circolazione depressionaria, mentre le bufere più forti, da O-SO e Ovest, si sono concentrate sul margine meridionale del profondo ciclone extratropicale, proprio li dove il “gradiente barico orizzontale” ha raggiunto le massime intensità, visto la sovrapposizione delle strette isobare cicloniche sull’imponente anticiclone termico centrato sulla steppa kazaca, ormai diventata una grande ghiacciaia.
Per questo i forti venti da O-SO e Ovest si sono estesi su una vasta area, dalla parte più settentrionale del bassopiano siberiano occidentale alla Siberia centrale, fino alle coste del mare di Laptev, inseguendo la profonda circolazione depressionaria, che al contempo continuava a spingersi verso est. Il sistema frontale che ha accompagnato il ciclone sub-polare ha anche apportato delle nevicate e dei rovesci di neve sparsi che sono stati resi orizzontali dalle forti raffiche di vento, generando dei “blizzards” che hanno spazzato diverse regioni. Le bufere di neve e vento più forti hanno colpito la parte meridionale della penisola di Tajmyr e l’area fra la città di Hatanga e Tiksi, dove si sono superati anche i 100 km/h. Nella città di Hatanga le forti raffiche da Ovest e O-NO hanno lambito gli 83 km/h, con una temperatura scesa sotto i -4°C. Particolarmente colpita però risulta la città di Tiksi, affacciata al mar di Laptev. Qui durante i “blizzards” le fortissime raffiche da O-SO hanno superato i 101 km/h, mentre la temperatura è scesa al di sotto dei -24°C, con una pressione che ha raggiunto i 987 hpa. Durante il “blizzard” su Tiksi la visibilità orizzontale, per il fitto “scaccianeve”, è scesa sotto i 200 metri. Ma venti molto forti e nevicate non hanno risparmiato neanche lo Stretto di Laptev e le aree costiere limitrofe. Fra la giornata odierna e domani la circolazione depressionaria si allontanerà sul mar della Siberia Orientale, a ridosso delle coste siberiane orientali, andando gradualmente ad indebolirsi. L’area ciclonica, supportata in quota da un grande nocciolo di aria gelida e bassi geopotenziali, con isoterme sotto i -40°C a 500 hpa (4900 metri), apporterà delle nevicate sparse e una sostenuta ventilazione dai quadranti occidentali sui territori della Siberia centro-orientale.
