Penultimo giorno di negoziati alla Conferenza delle Parti delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico di Doha. Le delegazioni governative provano a trovare una difficile quadra tra Kyoto2 che dal 2013 dovrebbe entrare in vigore per contribuire al taglio delle emissioni dei Paesi sviluppati, la possibilità di un accordo globale già definito a Durban l’anno scorso capace di coinvolgere entro il 2020 tutti i Paesi del mondo ed un vero Green Fund, capace di mobilizzare più di 100 miliardi di dollari alla fine del decennio per progetti di mitigazione ed adattamento. “Credo che le recenti tragedie a cui abbiamo assistito e che abbiamo ascoltato qui a Doha dalla voce diretta dei testimoni, come le 56.000 persone evacuate nelle Filippine per tifoni di impensata potenza o il tornado Sandy che negli Stati Uniti ha portato oltre 60 miliardi di dollari di danni o la recente tragedia di Taranto, impongano una presa di responsabilità delle delegazioni presenti qui a Doha”, ha dichiarato Maurizio Gubbiotti, coordinatore segreteria nazionale di Legambiente. Alla Conferenza sta partecipando anche il ministro italiano Corrado Clini che, oltre a sostenere la necessità di impegni internazionali come Kyoto 2 e l’accordo globale al 2020, ha sottolineato l’impegno dell’Italia nel campo della Green economy. “La presenza del sindacato internazionale qui a Doha” ha chiarito Oriella Savoldi, responsabile dipartimento Ambiente e Territorio della Cgil, “muove dalla consapevolezza che la questione ambientale non è separabile da quella sociale”. I bisogni ambientali sono bisogni sociali con implicazioni dirette sul lavoro e l’óccupazione”, ha insistito. Quanto al Green fund, che avrebbe dovuto mobilizzare 30 miliardi di dollari entro il prossimo anno e 100 miliardi entro il 2020, “è rimasto un contenitore vuoto”, ha dichiarato Alberto Zoratti, Presidente dell’organizzazione dell’economia solidale Fairwatch. “Finanziare politiche di adattamento vuole dire mettere a disposizione delle comunità del Sud del mondo risorse capaci di garantirne la sopravvivenza e la resilienza dei propri territori”, ha spiegato Zoratti.
Clima, a Doha penultimo giorno di negoziati: si cerca difficile intesa
