
“Per un colpo di fortuna mi trovavo al piano terra, di solito sono al quattordicesimo. Ero seduta nella hall di un grande hotel. Sono stata la prima a guardarsi intorno quando tutto ha iniziato a ondeggiare e scricchiolare”. E’ il racconto del terremoto in Giappone di Bianca Paradisi, 27 anni, emiliana d’origine, trasferita assieme al fidanzato da qualche mese a Tokyo. “Tutti dicono che è stata una scossa ancora più forte dell’11 marzo 2011 col terremoto e maremoto che ha portato al disastro di Fukushima”. “Nessuno reagiva e intanto il terremoto, lunghissimo, aumentava d’intensità – ha spiegato Bianca Paradisi -. La cameriera e un ragazzo giapponese dietro di me mi hanno fatto cenno di sì, ‘è il terremoto’ e mi hanno sorriso. La gente, a parte me e un paio di occidentali, non ha reagito per nulla. Un minuto dopo la fine della scossa è stato dato un annuncio in giapponese e sentivo suonare sirene in lontananza. Una hostess della reception è venuta a dirmi di non preoccuparmi e di rimanere dove ero”. La giovane di Modena, si è messa subito in contatto internet con amici e conoscenti, anche se per 5 minuti non funzionavano cellulari e internet. “Il mio ragazzo al lavoro è al settimo piano – ha aggiunto -. Con i colleghi si sono infilati tutti i caschetti e sono andati sotto le scrivanie. Per ora non ho altre informazioni, anche se i suoi colleghi dicono che è il più forte da dopo Fukushima, erano spaventati perché è stato molto lungo e dicono intenso come nel 2011 all’inizio”. “Ora ha situazione è tranquilla e in città a Tokyo non ci sono danni – ha concluso Bianca -. Ci è stato impedito di fare le scale e qualcuno sta uscendo prima dal lavoro. Io sto seguendo l’evoluzione su twitter”.