Con il termine di “Madden–Julian oscillation“, sigla abbreviata “MJO”, si intende un’oscillazione interstagionale tropicale ad 1-2 onde emisferiche, della durata, generalmente, di 30-60 giorni. È più vigorosa nella stagione invernale, specialmente nell’emisfero orientale, con un massimo d’intensità tra l’oceano Indiano centro-orientale e l’Indonesia. Questo indice teleconnettivo è molto importante per la circolazione generale dell’atmosfera. In genere nelle aree in cui la “Madden Julian Oscillation” determina un incremento dell’attività convettiva, si sviluppano intensi e frequenti “Clusters temporaleschi” a ridosso della fascia equatoriale o sub-equatoriale, mentre al contempo, in risposta all’attività convettiva molto intensa, si generano delle cellule anticicloniche nell’alta troposfera tropicale a nord e a sud dell’area di forte convenzione, con risentimenti importanti sulla circolazione emisferica. La “MJO” è caratterizzata da una progressione verso est di grandi aree di pioggia tropicale, osservata soprattutto fra l’oceano Indiano orientale, l’area indonesiana, i mari attorno Papua Nuova Guinea e il settore centro-occidentale dell’oceano Pacifico. Le precipitazioni anomale di solito sono prima evidenti sopra l’oceano Indiano occidentale, propagandosi successivamente verso le acque dell’oceano Indiano orientale, l’area dell’Indonesia, fino al Pacifico occidentale e centrale, ove si riscontra un notevole incremento dell’attività convettiva, con la nascita di imponenti sistemi temporaleschi a mesoscala e “Clusters” che scaricano piogge torrenziali per svariati giorni.
Nei prossimi giorni la “Madden–Julian oscillation“ raggiungerà la massima intensità sopra l’oceano Indiano equatoriale
Nei prossimi giorni la “Madden–Julian oscillation“ si andrà ulteriormente a rafforzarsi sull’oceano Indiano equatoriale, dove l’attività convettiva raggiungerà la massima intensità nei prossimi 10 giorni, con lo sviluppo di imponenti sistemi convettivi e giganteschi “Cluster” molto attivi, specie nel tratto di oceano compreso fra l’arcipelago delle Maldive e l’isola di Sumatra. Alcuni di questi imponenti annuvolamenti cumuliformi potranno estendersi, in altezza, per oltre 16-17 km, divenendo delle autentiche bombe temporalesca, capaci di dare la stura ad eventi precipitativi davvero estremi. Ma con il sensibile rinvigorimento della “MJO” lungo tutto l’oceano Indiano equatoriale l’attività convettiva diverrà molto intensa anche sulle isole indonesiane e sui mari che le circondano, dove per svariati giorni si susseguiranno forti rovesci, temporali e precipitazioni persistenti che potrebbero assumere carattere torrenziale, con il rischio concreto di avere dei fenomeni alluvionali, anche di una certa portata.
Le forti piogge, associate all’intensa attività convettiva di questa intensa “Madden–Julian oscillation“, purtroppo, incrementeranno la possibilità di inondazioni e alluvioni fra le isole di Sumatra, Borneo e Giava nelle prossime settimane, allorquando la “MJO” toccherà il suo picco massimo. Ma forti rovesci e intensi temporali sono attesi anche sulle isole Maldive, mentre gli intensi “Cluster” che si verranno a formare poco più a sud potrebbero dare i natali a futuri sistemi ciclonici tropicali (tempeste tropicali o autentici cicloni) pronti a puntare le isole Mauritius e le coste settentrionali del Madagascar. Al contempo, mentre sull’oceano Indiano equatoriale e sull’area indonesiana prevarrà una forte “Madden–Julian oscillation“, due estese aree di soppressione della convenzione (dove prevarranno le “Subsidenze atmosferiche”, ossia moti discendenti che inibiranno qualsiasi tipo di movimento ascensionale) si andranno a localizzare sul Pacifico centro-orientale (ad est della linea di cambiamento data) e sull’Atlantico equatoriale occidentale, dove entro i prossimi 10 giorni la convenzione tenderà ad indebolirsi, con risentimenti fino al nord-est del Brasile, già duramente colpito dalla forte siccità degli ultimi mesi. Alla forte “MJO” sarà annessa anche una anomalia nella circolazione dei venti, nei medi e bassi strati, fra Pacifico occidentale e oceano Indiano.
