I salmoni del Columbia River sono a rischio per mancanza di cibo

Prima di promuovere progetti di conservazione delle specie a rischio e’ necessario sincerarsi che alcune condizioni naturali per la sopravvivenza dei loro habitat siano garantite. E’ il caso dei giovani salmoni della diga del Columbia River: la rete di organismi di cui si cibano e’ molto compromessa nel fiume dalle specie invasive, un elemento che dovrebbe essere considerato prima di investire in attivita’ di conservazione e salvaguardia costose. Il suggerimento arriva da uno studio coordinato da Robert Naiman dell’Universita’ di Washington.  La ricerca e’ stata pubblicata sulla rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’ e pone l’enfasi sull’importanza di assicurarsi che la catena alimentare che garantisce la sopravvivenza delle specie native a rischio sia salvaguardata o recuperabile prima di intraprendere i programmi di conservazione mirati a singole specie in pericolo. “In questo momento abbiamo rilevato che nella diga, ad esempio, ci sono troppi salmoni giovani e poco cibo. La catena alimentare naturale e’ stata ridotta dai troppi contaminanti chimici e dalle specie invasive – ha spiegato Naiman – il nostro suggerimento e’ che i programmi di conservazione della fauna per essere efficienti devono assumere un approccio a trecentosessanta gradi e devono includere dati sulla rete alimentare per migliorare la propria efficacia”.