
L’affondo di questa saccatura, fino all’entroterra nord-africano, determinerà l’attivazione di una avvezione d’aria calda sub-tropicale continentale che dal cuore dell’Algeria si fionderà verso il Mediterraneo centro-occidentale, la Sardegna e l’Italia nord-occidentale, dove nella seconda parte del giorno si assisterà ad un sensibile aumento della copertura nuvolosa medio-alta. Nubi da “stau” (sbarramento orografico) più compatte, addossate dall’umida ventilazione meridionale in seno all’avvezione calda che risalirà dall’entroterra algerino, cominceranno a coprire i cieli della Liguria, dove già dal pomeriggio si potranno verificare le prime piogge sparse, ad iniziare da imperiese e savonese, con fenomeni in graduale intensificazione dal pomeriggio/sera, allorquando potranno sopraggiungere persino dei rovesci e qualche temporale sparso, fra genovesato e spezzino. Il peggioramento, nelle ore serali, si consoliderà pure sulle regioni settentrionali, fra Piemonte e Lombardia, dove all’ulteriore incremento della copertura nuvolosa si potranno associare pure delle deboli precipitazioni sparse, pronte ad assumere carattere nevoso a quote collinari su Alpi occidentali e Prealpi, tra Piemonte e Lombardia. Sul cuneese, come sull’entroterra ligure, si potranno verificare delle fioccate fin sotto i 600-500 metri. Ma localmente la quota neve scenderà anche a quote decisamente più basse sul basso Piemonte. La stessa Cuneo, tra la serata e il pomeriggio del giorno di Capodanno, potrà vedere qualche debole nevicata. Qualche fioccata raggiungerà l’Appennino piacentino.
Ma in serata le nubi alte presenti sul ramo ascendente della saccatura si propagheranno rapidamente alla Sardegna e al versante tirrenico, favorendo un sensibile aumento della nuvolosità a partire dalla Toscana, Umbria, Lazio e Campania, pur senza fenomeni di rilievo a parte qualche pioviggine sul nord della Toscana. Sulle restanti regioni il giorno di Capodanno trascorrerà all’insegna di condizioni di debole stabilità o variabilità positiva, senza precipitazioni. Nella giornata di mercoledì 2 Gennaio la saccatura oceanica, avanzando ulteriormente verso est, tenderà ad andare in “CUT-OFF” tra le coste della Provenza e il mar di Corsica, con un nocciolo freddo in quota di ben -28°C a 500 hpa (circa 5200 metri) e un minimo di geopotenziale di 546 Dam. L’evoluzione a “CUT-OFF” dell’onda ciclonica è imputata ad una rapida spinta verso nord-est, in direzione del Regno Unito, del promontorio anticiclonico azzorriano, posizionato con i propri massimi barici ad ovest delle coste del Marocco e del Portogallo. Distendendosi verso nord-est il robusto promontorio anticiclonico atlantico sarà in grado di infilarsi all’interno dell’ampia saccatura oceanica, tagliandola in due tronconi, con il conseguente isolamento di un vortice depressionario secondario sul mar di Corsica che non verrà più alimentato dal ramo principale del “getto polare”.
Il “CUT-OFF” in isolamento davanti la Corsica apporterà nubi ed un po’ d’instabilità, dapprima, al mattino, sulle regioni settentrionali, dove si verificheranno delle piogge di debole e moderata intensità che riusciranno ad assumere carattere nevoso fino a quote collinari, soprattutto fra basso Piemonte, Emilia occidentale, Lombardia e Trentino Alto Adige. Nel corso della giornata, tra pomeriggio e sera, il maltempo si sposterà verso il resto dell’Emilia/Romagna, il Veneto e il Friuli Venezia Giulia, con piogge sulle pianure e nevicate su Alpi, Prealpi e Appennino Emiliano a quote in poco più alte, con possibili imbiancate fin dai 500-600 metri, a quote più alte sui rilievi della Romagna. Ma in giornata le nubi e le precipitazioni legate al nuovo “CUT-OFF” si estenderanno alle regioni centrali e sulle tirreniche, con piogge e possibili rovesci fra Toscana meridionale, Umbria, Lazio e in seguito pure sulla Campania. Il “gradiente termico verticale” in seno alla circolazione depressionaria strutturata in quota produrrà anche una moderata attività convettiva lungo il bacino tirrenico, favorendo lo sviluppo di qualche “Cella temporalesca”, all’interno dell’umido flusso sud-occidentale, fra il pomeriggio e la serata raggiungerà le coste del grossetano e il Lazio, dando luogo a dei rovesci.
Entro la serata delle piogge sparse raggiungeranno pure le Marche e l’Abruzzo, mentre sul resto delle regioni meridionali e sulla Sicilia si assisterà ad un incremento della nuvolosità, con qualche pioggia fra Sardegna e dalla tarda serata pure sulla Sicilia occidentale. Giovedì il tempo tornerà a migliorare su quasi tutte le regioni, salvo una residua nuvolosità, con le ultime piogge sparse, che insisterà sulle regioni del centro-sud e sulla Sardegna orientale. Riguardo il lungo termine bisogna dire che l’ipotesi di una possibile ondata di gelo, per metà Gennaio, rimane ancora aperta. Il possente “stratwarming” in azione sulla bassa stratosfera artica dovrebbe cominciare a produrre i primi risultati dopo la prima decade del mese di Gennaio, spappolando il vortice polare stratosferico che reagirà in malo modo all’anomalo riscaldamento della stratosfera. I medesimi effetti si dovrebbero estendere pure in troposfera, dove il sensibile aumento termico indotto dal “major stratwarming” causerà l’inevitabile incremento dei geopotenziali in quota che metteranno in crisi pure il vortice polare troposferico, il quale sarà costretto a dividersi in due o tre grandi lobi, sotto la “tenaglia” prodotta dalle due grandi onde risonanti planetarie che si svilupperanno fra il Pacifico settentrionale (erezione dell’anticiclone delle Aleutine) e il nord Atlantico (“blocking” dell’azzorriano). Senza la “tenaglia” dei due grandi anticicloni dinamici oceanici dell’emisfero boreale difficilmente si potrà assistere ad un completo “split” del vortice polare troposferico, la figura barica che produce le intense ondate di gelo che nella stagione invernale invadono le medie latitudini, portando freddo e nevicate fra nord-America, Asia ed Europa.