Ma la situazione è cambiata con l’arrivo di dicembre: “Non altrettanto si può dire del mese di dicembre – continua infatti la dott.ssa Baldi – con questo mese siamo entrati nel vivo dell’inverno meteorologico, e la configurazione atmosferica sull’Europa ed il Mediterraneo e sull’Italia in particolare è stata a dir poco “vivace”, mostrando una elevata dinamicità in questi primi 15 giorni di inverno appena trascorsi. Da una parte il centro sud del nostro Paese è stato caratterizzato da una alternanza di periodi decisamente freddi intramezzati da giornate quasi primaverili, dall’altra, invece, il nord del Paese fino a tutta la Pianura Padana, ma ad esclusione delle propaggini nord-occidentali è stata costantemente sotto l’influsso di masse d’aria gelide che dalla Russia e dall’Europa centrale. Queste masse d’aria più fredde, associate alla vasta area anticiclonica presente sul centro-nord Europa e sulla Russia, si sono spinte a latitudini molto basse interessando, a tratti, tutta la nostra Penisola e, in modo più persistente il centro-nord Italia e la dorsale appenninica. Le osservazioni effettuate dalla Rete Meteorologica Nazionale dell’AM e dalla Rete Agrometeorologica Nazionale del CRA-CMA (MIPAAF), mostrano, nei primi 15 giorni di dicembre, temperature minime ben al di sotto delle medie climatiche e temperature massime anch’esse più basse della media per diversi giorni in tutte le stazioni del nord. Nei giorni a cavallo della festività dell’Immacolata, poi, quando la massa d’aria gelida è scesa a latitudini molto basse, le temperature sia massime che minime nei diversi punti di osservazione delle due reti nazionali sono state inferiori alle medie del periodo“.
“Superfluo dire – aggiunge ancora la studiosa del Cnr – che in queste condizioni, le precipitazioni sono state per lo più nevose con apporti importanti anche a bassa quota. Nella parte finale di questo primo scorcio di inverno, invece, perturbazioni di origine Atlantica hanno portato temperature molto più miti nel centro-sud del Paese, ma anche tempo abbastanza perturbato e precipitazioni importanti. La formazione e il sussistere dell’anticiclone russo-siberiano è stato, con ogni probabilità, favorito dalla estensione della copertura nevosa sulla regione euro-asiatica, che ha superato il valore medio sia in ottobre che in novembre e creato le condizioni per una separazione del vortice polare (che normalmente staziona a latitudini molto elevate, attorno al polo) in due parti delle quali una ha interessato il continente nord americano, l’altra l’Europa centro-settentrionale. Questo secondo ramo è poi disceso a latitudini molto basse, interessando, appunto, l’Italia e portando un abbassamento consistente delle temperature ben al di sotto delle medie del periodo. Si tratta di un fenomeno non raro, ma che rientra nei limiti della variabilità invernale“.
Sono invece molto più incerte le prospettive a medio/lungo termine, in vista delle festività natalizie. “La vasta area anticiclonica che ha interessato la Russia, l’Europa centrale ed è scesa ben a sud delle Alpi ora si sta ritirando verso latitudini maggiori, ma ciò non vuol dire né che vi rimanga confinata a lungo, né che l’anticiclone delle Azzorre si espanda sul bacino Mediterraneo portando stabilità e bel tempo” ci spiega la Baldi, aggiungendo che “l’indice NAO nel periodo natalizio sembra in, seppur debole, risalita, mantenendosi tuttavia ancora negativo. Questo porterebbe un aumento del campo di pressione sull’Europa Occidentale, un probabile rinvigorirsi della depressione sull’Islanda, la stabilizzazione dell’anticiclone delle Azzorre sull’oceano Atlantico, un posizionamento della corrente a getto a nord di 45° di latitudine come evidenziato dalle mappe del wetter zentrale“.
“Una configurazione di questo tipo – spiega ancora l’esperta – solitamente favorisce l’arrivo sul Mediterraneo, e quindi su parte dell’Italia, di masse d’aria miti, ma umide, di origine Atlantica mentre non si esclude una probabile discesa di masse d’aria fredda di origine russo-siberiana sulle regioni nord orientali della penisola con associate nevicate a quote relativamente elevate”.
“Nonostante le grandi incertezze che ancora sussistono – conclude la climatologa – in generale i modelli previsionali ad oggi propendono per condizioni meteorologiche miti con temperature intorno o al di sopra della media, tuttavia masse d’aria umide potrebbero portare lieve instabilità e precipitazioni locali soprattutto nelle regioni tirreniche e meridionali del nostro Paese che vedranno condizioni più instabili con annuvolamenti e piogge nella settimana di Natale. Temperature più basse si avranno poi nella val Padana ed in alcune vallate alpine ed appenniniche nelle prime ore della giornata. Non sono tuttavia escluse delle discese di aria fredda dal centro-nord Europa e dalla Russia che potrebbero riproporre le condizioni che abbiamo visto nella prima metà del mese“.
