
Il fisiologico ricompattamento del vortice polare, soprattutto nel comparto canadese, dove ha più sofferto le ingerenze sub-tropicali in risalita dagli USA (ciò spiega perché molte aree del nord degli USA aspettano ancora le prime nevicate invernali, come ad esempio Chicago), sta accompagnando l’atteso cambio circolatorio, con il rafforzamento del flusso zonale e l’intensificazione del “getto polare” che scorre tra nord Pacifico, Canada, USA e Atlantico settentrionale. Tale rafforzamento della struttura del vortice polare troposferico aprirà nuovamente la strada dell’umida e tiepida circolazione atlantica verso l’Europa centro-occidentale e il bacino del Mediterraneo, dove stanno per sopraggiungere masse d’aria ben più tiepide e umide che accompagneranno una graduale risalita termica nel corso del prossimo weekend. Proprio grazie a questo sbuffo di aria più mite sopraggiunto in quota, fra il bacino centrale del mar Mediterraneo e l’Italia, sulle regioni settentrionali, come sulla Liguria, nella serata di ieri è tornata la neve, caduta a tratti pure copiosa sulle pianure lombarde, con accumuli che hanno superato i 15-20 cm di spessore fra l’hinterland milanese, la zona di Lodi ed il pavese. Milano, come molte altre città della Lombardia, Emilia e ovest del Veneto, stamani si presentava totalmente imbiancata, con depositi di neve fresca variabili dai 10 cm fino ai 14-15 cm in pieno centro e nella limitrofa periferia. Ma grazie al classico travaso padano (sacche di aria molto fredda nei bassi strati che dal cuneese e dall’alessandrino valicano l’Appennino Ligure per riversarsi sulle coste della Liguria sotto forma di raffiche di fredda tramontana) la neve, stavolta, è riuscita ad imbiancare pure parte della costa ligure, fra la periferia occidentale di Genova e la città di Savona, depositando fino a 2-3 cm sui litorali, ed oltre 15-20 cm sulle colline del vicino entroterra appenninico, completamente imbiancate.
Le nevicate, di debole e moderata intensità, si sono realizzate a seguito del classico sovrascorrimento di aria mite e umida sopra il “cuscino d’aria fredda” e molto pesante che nei giorni scorsi si era depositato sul Catino Padana, ove i valori termici sono scesi abbondantemente sotto la soglia degli zero gradi, con diffuse gelate notturne. I venti da S-SE, in risalita dall’entroterra algerino e della Libia occidentale, hanno raggiunto le regioni settentrionali, attraverso la via adriatica e quella tirrenica in quota (causa la presenza dei rilievi dell’Appennino Ligure e Tosco/Emiliano che costringono l’aria mite a scorrere in quota nella libera atmosfera). La ventilazione meridionale, difatti, dopo aver superato l’ostacolo orografico, è stata costretta a scorrere in quota, al di sopra del “cuscino di aria fredda” che in questi giorni si è depositato lungo la Val Padana. La resistenza del “cuscino freddo” (e pesante) negli strati prossimi al suolo, specie fra Emilia, Lombardia e Piemonte, ha fatto in modo che le precipitazioni associate al richiamo umido meridionale in quota hanno assunto carattere nevoso fino in pianura su gran parte delle regioni settentrionali. In particolare, nevicate di debole, a tratti moderata intensità, che hanno coinvolto parte della pianura piemontese, la Lombardia, come su l’ovest Emilia e l’alto Veneto, dove si sono registrati gli accumuli più significativi, anche superiori ai 10-15 cm.
Mentre dall’Atlantico incalzano le tiepide correnti oceaniche (con forti venti da SO e O-SO che raggiungeranno la Germania e la Danimarca), sospinte dal rinvigorimento dell’attività ciclonica in sede nord atlantica per il contemporaneo ricompattamento del vortice polare, le masse d’aria molto fredde, d’estrazione polare continentale, tenderanno ad essere scalzate e compresse verso le Repubbliche Baltiche, la Bielorussia, l’Ucraina e le immense pianure Sarmatiche, ove persisterà un solido anticiclone dinamico i blocco che riuscirà a proteggere il lago di aria gelida “pellicolare” (strato di aria molto fredda prossimo al suolo) dal tiepido flusso oceanico, che potrebbe essere in grado di scalfirlo fin dai bassi strati. Ad est degli Urali, sul bassopiano della Siberia occidentale e sulla Siberia centrale, il freddo di origine “pellicolare” terrà bene alle sortite del flusso zonale, con il classico clima invernale, caratterizzato da temperature largamente sotto i -25°C -30°C, con picchi sotto i -40°C -45°C più ad est, sulla Repubblica di Jacuzia, accompagnate da cieli spesso coperti da nubi medio-basse in grado di apportare nevicate di debole intensità. Nella giornata di domani, un nuovo sistema frontale, inserito all’interno di un intenso flusso di correnti occidentali in quota, si muoverà verso le regioni centro-settentrionali, portando delle piogge su gran parte del centro-nord, mentre la quota neve tenderà a salire, specie sugli Appennini che fra Alpi e Prealpi. In mattinata, sulle regioni del nord, fra est del Piemonte, Emilia e Lombardia, le precipitazioni diverranno bagnate al suolo, mentre la neve si porterà a quote sempre più alte fra l’Appennino Tosco/Emiliano e sulle Alpi e Prealpi.
Il passaggio del sistema frontale atlantico, in seno alle tiepide e umide correnti sud-occidentali, potrà favorire la formazione di rovesci e temporali sparsi, fra mar Ligure e alto Tirreno, che andranno ad interessare lo spezzino e l’alta Toscana, con fenomeni a tratti anche di moderata intensità che durante la mattinata si estenderanno all’Umbria e al Lazio, andandosi ad attenuare, con fenomeni meno intensi. Altrove prevarrà la variabilità, con ampi spazi soleggiati, con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi, su Puglia meridionale, Calabria ionica e Sicilia. Domenica, con il graduale colmamento della profonda circolazione depressionaria poco a nord delle coste scozzesi e l’avanzata dell’anticiclone delle Azzorre verso l’entroterra algerino e la Libia (distensione in senso zonale), con massimi fino a 1024-1025 hpa, favorirà un temporaneo miglioramento sulle regioni del centro-nord, dove si apriranno ampi spazi soleggiati anche per merito della più secca ventilazione nord-occidentale in discesa dalle vette alpine che produrrà un po’ di “foehn”. Un po’ d’instabilità si presenterà al meridione e lungo le regioni del basso Tirreno a causa delle umide correnti da Ovest che addenseranno un po’ di nuvolosità cumuliforme che sarà in grado di dare luogo a qualche pioggia o breve rovescio fra coste campane, Calabria tirrenica e Sicilia nord-orientale. Dalla seconda parte del giorno, però, in seno all’intenso “getto polare” sparato sopra l’Atlantico, s’inserirà un nuovo sistema frontale che dal pomeriggio/sera si porterà sulla Francia, apportando piogge e rovesci, per muoversi velocemente in direzione delle regioni di nord-ovest e della Liguria, ove peggiorerà dalla tarda serata. Le nubi aumenteranno a partire dal Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Lombardia, qui nel corso della nottata potrebbero sopraggiungere le prime deboli precipitazioni che assumeranno carattere nevoso solo su Alpi e Prealpi, come sui rilievi dell’Appennino Ligure e Tosco/Emiliano.
SABATO 15 DICEMBRE 2012
Al mattino al nord, soprattutto fra est del Piemonte, Emilia e Lombardia, come sul Veneto e in Friuli, le precipitazioni diverranno bagnate al suolo, mentre la neve si porterà a quote sempre più alte fra l’Appennino Tosco/Emiliano e sulle Alpi e Prealpi. Le precipitazioni si attenueranno dalla tarda mattinata. Dei rovesci, a tratti anche temporaleschi, dovrebbero colpire lo spezzino e l’alta Toscana, con fenomeni a tratti anche di moderata intensità che durante la mattinata si estenderanno all’Umbria e al Lazio, andandosi ad attenuare, con fenomeni meno intensi. Ampie schiarite saranno presenti sulle regioni adriatiche e al meridione, dove per gran parte del giorno si alterneranno zone di sereno ad annuvolamenti sparsi. Cieli da poco nuvolosi a localmente nuvolosi sulla Sardegna. Ampi spazi soleggiati, con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi, su Puglia meridionale, Calabria ionica e Sicilia.
Nel pomeriggio migliora anche sulle regioni settentrionali, con piogge residue e qualche breve rovescio fra Veneto e Friuli Venezia Giulia, qualche pioggia residua anche su est Lombardia ed Emilia, ma la tendenza è verso un definitivo miglioramento. Ancora nevicate sparse su Alpi e Prealpi centro-orientali, in attenuazione dal tardo pomeriggio/sera. Ancora tempo umido e uggioso sulle regioni tirreniche, con cieli nuvolosi o molto nuvolosi e delle piogge e qualche rovescio che insisteranno su bassa Toscana, Umbria, Lazio e Campania. Andrà decisamente meglio lungo l’Adriatico e sulle regioni meridionali, con ampie schiarite e maggiori spazi soleggiati. Il sole insisterà soprattutto tra Puglia meridionale, Calabria ionica e Sicilia. Prevarrà la variabilità sulla Sardegna, con maggiori annuvolamenti sulla costa occidentale, fra sassarese e oristanese, ove in serata non sono esclusi dei piovaschi sparsi fra pomeriggio e sera.
DOMENICA 16 DICEMBRE 2012
Al mattino si assisterà ad un rapido miglioramento del tempo su tutto il centro-nord, con l’apertura di ampi spazi di cielo sereno o poco nuvoloso, che si estenderanno fino al Veneto e Friuli Venezia Giulia. Schiarite e ampi rasserenamenti anche sulla Toscana, Umbria, Marche e Abruzzo. Ampie zone soleggiate anche sulle coste del basso Adriatico, fra Molise e Puglia. Un po’ d’instabilità sarà presente, in mattinata, lungo le regioni del basso Tirreno a causa delle umide correnti da Ovest che addenseranno un po’ di nuvolosità cumuliforme che sarà in grado di dare luogo a qualche pioggia o breve rovescio fra coste campane, Calabria tirrenica e Sicilia nord-orientale. Nuvole alternate a schiarite sulla Sardegna.
Ancora tempo sostanzialmente buono e soleggiato sulle regioni settentrionali e su parte di quelle centrali, con ampi rasserenamenti. Ma fra il tardo pomeriggio e la serata, l’approssimarsi di un nuovo sistema frontale dalla Francia, accompagnerà un graduale aumento della nuvolosità a partire dal Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta e Lombardia, qui nel corso della nottata potrebbero sopraggiungere le prime deboli precipitazioni che assumeranno carattere nevoso solo su Alpi e Prealpi, come sui rilievi dell’Appennino Ligure e Tosco/Emiliano. Cieli ancora poco nuvolosi o parzialmente nuvolosi sulle regioni adriatiche. Persiste un po’ di instabilità sulle regioni del basso Tirreno, con qualche pioggia fra Sicilia settentrionale e Calabria tirrenica. I fenomeni si attenueranno, cessando del tutto dalla serata.
Sono attese in ulteriore aumento, soprattutto sulle regioni meridionali e nelle isole maggiori, dove fra domani domenica si potranno superare i +18°C +20°C. Il rialzo termico si avvertirà pure sulle regioni settentrionali, con cifre che si faranno sempre più positive.
VENTI
Domani soffieranno da deboli a moderati dai quadranti sud-occidentali su tutti i mari, con ulteriori rinforzi su medio-alto Tirreno e Arcipelago Toscano. Ma la ventilazione sud-occidentale risulterà molto forte in quota, nella libera atmosfera (850 hpa), visto il notevole “gradiente barico” che dall’Atlantico si propaga fino alla Scandinavia e all’Europa centrale. Venti impetuosi, da sud-ovest e O-SO, domani potranno sferzare i crinali dell’Appennino Marchigiano e Tosco/Emiliano, con punte di oltre gli 80-90 km/h (localmente anche più) sulle vette. Domenica i venti al suolo si disporranno dai quadranti occidentali, spirando fra il debole e il moderato, con temporanei rinforzi sul mar Tirreno. Venti ancora intensi, più da O-SO, sferzeranno il crinale appenninico centro-settentrionale, con raffiche molto forti fra Appennino Marchigiano e Tosco/Emiliano.
Da mossi a molto mossi, soprattutto domani il medio-alto Tirreno, mentre domenica un moto ondoso più consistente è atteso fra mare di Sardegna, Canale di Sardegna, medio-basso Tirreno e Ionio a largo.
TENDENZA PER LA PROSSIMA SETTIMANA
Sarà una settimana all’insegna della variabilità visto che fra lunedì e martedì transiteranno nuovi impulsi perturbati che porteranno altre piogge e qualche rovescio sulle regioni tirreniche e al sud, mentre al nord si assisterà ad un nuovo deciso miglioramento. Da mercoledì tornerà un po’ di bel tempo su gran parte delle nostre regioni, grazie al ritorno del promontorio anticiclonico azzorriano, con valori termici che seppur in ulteriore rialzo non dovrebbero discostarsi dalle medie del periodo. Anzi, nelle ore notturne, grazie ai cieli sereni o poco nuvolosi, scenderanno ulteriormente, con possibili gelate mattutine sul nord. Da qui a Natale sembra prefigurarsi un periodo decisamente più mite, ma anche umido e a tratti instabile, e sostenuta ventilazione occidentale, grazie alla presa di vigore del flusso perturbato oceanico che potrebbe dominare l’andamento meteo/climatico di questa prima parte delle festività di Natale.