Negli USA l’inverno va in letargo, niente neve nel Middle-West: Chicago prossima al record di nevicata più tardiva di sempre

Dopo una partenza sprint, con le prime precoci nevicate d’Ottobre sugli Appalachi e sugli stati di nord-est, incluse le grandi metropoli di New York e Boston, l’inverno negli USA sembra che sia andato in letargo nelle ultime settimane. In questi giorni nessun “blizzards” e nessuna nevicata è riuscita a coinvolgere gli stati settentrionali, lungo il confine canadese, a differenza di quanto visto in Europa (basti pensare alle abbondanti nevicate nella Russia europea, Repubbliche Baltiche e Svezia). Spicca su tutti il piccolo record di Chicago, la principale città dell’Illinois, che ormai non vede un accumulo nevoso da oltre 283 giorni. Su Chicago la neve, in genere, lascia i primi accumuli fra l’ultima settimana d’Ottobre e il mese di Novembre, con il famoso “Lakes effect snow” che si attiva sopra le tiepide acque del lago Michigan, non appena le gelide masse d’aria, che scivolano dall’Artico canadese, attraversano il grande bacino lacustre, riscaldandosi e umidificandosi nei bassi strati. Ora si punta al record della nevicata più tardiva della storia che si è registrata il 16 Dicembre del 1965. Se entro il 16 Dicembre nessuna nevicata riuscirà ad imbiancare Chicago sarà record di sempre.

Nessun "blizzards" negli ultimi giorni ha colpito il territorio statunitense

Ma un discorso analogo va fatto per molte altre città del nord degli Stati Uniti, come Des Moines ,Omaha, che non vedono un solo fiocco bianco dallo scorso inverno. Anche il record di nevicate più tardive di sempre sembra dietro l’angolo. Se nel nord si attendono le prime nevicate invernali, nel sud degli Stati Uniti è il caldo a non mollare la presa. In molti stati del sud i termometri, nei giorni scorsi, hanno varcato la soglia dei +25°C +26°C, con picchi sopra i +30°C nel Texas. Proprio nel Texas continua a stazionare un promontorio anticiclonico sub-tropicale, con massimi di oltre i 1020 hpa, che continua a pilotare aria calda e secca dall’entroterra desertico messicano verso gli stati di sud-ovest, dove prevalgono diffuse anomalie termiche positive, che arrivano a +5° +6° rispetto alle medie del periodo. Ma in realtà sull’intero territorio statunitense, da oltre 3 settimane, continuano a prevalere enormi anomalie termiche positive, con valori che superano i +6° in alcune aree del sud. Malgrado la fase d’instabilità del vortice polare troposferico, che ha prodotto lo “split” (spaccatura in due tronconi) di quest’ultimo, gli USA sono rimasti sfavoriti dall’isolamento di uno dei due lobi principali proprio nel cuore dell’Artico canadese.

Il particolare posizionamento del lobo sull’Artico canadese ha fatto in modo che le gelide masse d’aria, scivolate direttamente dal mar Glaciale Artico, si sono dirette in direzione dell’area canadese e parte dell’Atlantico nord-occidentale, apportando ondate di gelo e forti nevicate, spesso accompagnate da venti molto forti dai quadranti occidentali che hanno originato autentici “blizzards” fra la baia di Hudson e le coste del Labrador e Terranova. Mentre le incursioni artiche investivano il Canada centro-orientale, sugli Stati Uniti ha prevalso una circolazione anticiclonica di blocco che ha protetto gli stati contigui degli USA dalle scorribande di matrice polare, innescate dallo “split” del vortice polare (“2 wave pattern”). Quest’ultime, salvo sporadici sconfinamenti fra North Dakota, Michigan, Minnesota e Wisconsin, sono rimaste confinate sul bordo settentrionale di questa impalcatura anticiclonica dinamica sub-tropicale, in sede canadese, in genere poco a nord dell’area dei Grandi Laghi. Nei prossimi giorni, con lo spanciamento del promontorio anticiclonico delle Aleutine, sul nord Pacifico, degli impulsi di aria decisamente più fredda dallo stato canadese della British Columbia, dovrebbero scivolare verso gli stati della West Coast, lungo il lato orientale dell’area di alta pressione oceanica, portando un sensibile abbassamento dei valori termici, specie fra stato di Washington e Oregon, con delle nevicate sparse a bassa quota sui rilievi della Catena Costiera e sul versante occidentale delle Montagne Rocciose. Tra oggi e domani la neve farà la sua comparsa anche nel Montana e nell’Idaho, dove è più che normale che nevichi nel mese di Dicembre. Per vedere nevicate importanti nel Middle-West, come negli stati centrali, bisognerà ancora aspettare, forse anche più di una settimana. In tal caso molte località rischiano di riscrivere il record di nevicata più tardiva di sempre proprio in questo Dicembre 2012.