Abbiamo già parlato stamani in quest’articolo del meteoroide avvistato ieri sera da centinaia di persone a Malta. Quello stesso “bolide” è stato avvistato su gran parte della Sicilia sud/orientale, soprattutto nel siracusano, nel catanese e nel ragusano, da molte persone. Poche ore prima, intorno alle 18:00, da tutta la Sicilia arrivano segnalazioni di un altro fenomeno analogo. Tutti i testimoni si dicono stupefatti da una “stella cadente gigante e molto luminosa” dal colore “verdastro” che è durata circa 15 secondi. In questo periodo dell’anno questi fenomeni possono essere ancor più frequenti in quanto proprio verso la metà di dicembre transita intorno al nostro pianeta lo sciame delle meteore Geminidi, quindi nei prossimi giorni questi fenomeni potranno essere ancor più frequenti. Come abbiamo già spiegato stamattina, si è trattato di un meteoroide, ossia un frammento di roccia delle dimensioni di un piccolo sasso, che è entrato nella nostra atmosfera a velocità molto elevata, che in talune circostanze può arrivare a superare i 260.000 Km/h. La visione di questi corpi è caratterizzata da una palla di fuoco che cade velocemente dal cielo, lasciando dietro di sè una scia di luce della durata di qualche secondo. Possono assumere varie colorazioni: dal bianco al rosso, dal verde all’arancione. In alcune circostanze possono addirittura esplodere, dando vita a lampi di luce spettacolari (denominati flare) e/o cambiare colorazione, originando uno spettacolo memorabile per i fortunati osservatori. Questi fenomeni infatti non possono essere previsti. Essendo imprevedibili hanno spesso osservatori del tutto occasionali. Ci sono inoltre circostanze dove i bolidi producono anche un boato dovuto all’esplosione, simile ad un tuono lontano. Questi casi però sono davvero molto rari. Meteore poco luminose possono essere osservate in qualsiasi notte dell’anno, a patto di essere in luoghi bui e lontani da inquinamento luminoso. Per capire cosa andremmo incontro se la nostra atmosfera non ci proteggesse da questi oggetti, basta osservare la superficie lunare, butterata da enormi crateri d’impatto. La scia si rende visibile in quanto l’attrito con le molecole dell’aria li riscalda sino all’incandescenza, generando luce. Bruciano generalmente ad una quota di 80 Km nella nostra Ionosfera e quando assumono una luminosità molto elevata si definiscono “bolidi”, un termine utilizzato comunemente dagli appassionati ma non accettato dalla comunità scientifica, la quale non classifica questi oggetti a seconda della loro luminosità. Non tutte le meteore sono associate a veri e propri sciami, ed in questo caso si parla di meteore sporadiche (proprio come nel caso di stasera), granelli di polvere casuale che orbitano nel sistema solare intorno al Sole, e che in modo imprevedibile possono finire sul cammino del nostro pianeta.
