
Una categoria, non mi stancherò mai di ripeterlo, quantomai variegata, fatta di autodidatti, disoccupati, venditori di almanacchi e solo pochi, pochissimi, che hanno dedicato anni allo studio e al conseguimento dei titoli adatti, rilasciati solo da poche Università o dall’appartenenza all’Aeronautica Militare.
Di fronte a un panorama simile, ben vengano le idee, anche le più astruse, ed è vero, molte si potranno dimostrare anche vere, ma non possiamo pretendere di trasformare una previsione stagionale in una previsione locale certa a distanza di mesi. Al massimo potremo parlare di una tendenza media generale, parlo sempre a mio avviso. Il riscaldamento stratosferico di cui si parla con toni accesi in questi giorni non è innanzitutto detto che si trasmetta al piano basso, cioé alla troposfera, che è quello dove si svolgono i fenomeni meteo, ma nemmeno che poi interessi proprio noi, a me pare.
Non mi fa piacere dirlo ma gennaio si aprirà, è vero, con alcune nevicate a quote montane, sopra i 1300 metri circa, ma poi la neve è destinata a sciogliersi sotto i colpi di un nuovo potente caldo anticiclone che porterà aria calda che farà salire lo zero termico oltre i 2000 metri, se non anche a 3000, secondo alcune proiezioni ancora più estreme. La probabilità che tra il 4 e il 9 gennaio si verifichi un forte riscaldamento è a mio avviso alta, nonostante la distanza temporale le varie uscite modellistiche si mostrano piuttosto compatte, almeno circa l’esordio di questa ondata di calore.