Siccità scongiurata sul grande bacino amazzonico grazie al ritorno delle piogge e dei temporali, innescate dalla forte attività “termoconvettiva”, conseguenza dei passaggi “zenitali” (aree di massima insolazione) del sole a sud dell’equatore (dove si avvia ufficialmente l’estate australe). Fortunatamente il fenomeno atmosferico di “El Nino” non è riuscito ad affermarsi sul Pacifico equatoriale, rimanendo confinato ai margini della neutralità. In genere il pattern associato a “El Nino” può causare prolungante fasi siccitose sulla regione amazzonica. Anche in Amazzonia, infatti, si possono verificare delle prolungate fasi siccitose, attribuite alle elevatissime temperature delle acque superficiali dell’Atlantico equatoriale.
Questo perché le elevate temperature dell’Atlantico tropicale contribuiscono a mantenere le temperature su valori largamente sopra le medie stagionali su 2/3 dell’Amazzonia, determinando al contempo un notevole rinsecchimento dell’atmosfera su tutta la vasta area del bacino, soprattutto sul versante più occidentale e sud-occidentale, tra la parte ovest dello stato dell’Amazonas e l’Acre. Ciò si traduce in temperature molto elevate, ma accompagnate da un clima alquanto secco, che inibisce l’attività convettiva in area equatoriale, con il conseguente indebolimento degli Alisei provenienti dall’Atlantico tropicale. Un leggero aumento di piovosità e annessi moti convettivi si registra solo lungo le aree costiere affacciate sull’Atlantico. Quest’anno il rischio di una grave siccità lungo il bacino amazzonico pare possa essere definitivamente scongiurato.
Solo nell’estremo nord-est del Brasile, in particolare nell’area attorno la città di Teresina, sono presenti dei gravi deficit idrici che hanno messo in ginocchio l’agricoltura locale. In quest’area del Brasile nord-orientale non si verificano precipitazioni temporalesche di una certa intensità da diversi mesi. Una penuria d’acqua che ha ridotto in magra i principali bacini idrografici. La situazione più critica riguarda l’area fra gli stati di Bahia e Pernambuco, nel Sertao, dove negli ultimi mesi oltre 740 comuni nel nord-est del Brasile, in particolare sullo stato di Bahia, hanno sofferto gli effetti della peggiore siccità di questi ultimi 50 anni.
Ora però la situazione inizia a cambiare grazie alla graduale intensificazione dell’attività convettiva, legato proprio al passaggio verso sud-sud/ovest del “fronte di convergenza intertropicale”. Nei prossimi giorni, con l’ulteriore abbassamento della linea dell’ITCZ (il fronte di convergenza intertropicale) verso la parte meridionale della regione amazzonica, la convergenza fra gli Alisei e il notevole apporto di umidità dall’Atlantico tropicale, continuerà ad alimentare una intensa attività convettiva, soprattutto durante le ore pomeridiane e serali, favorendo la formazione di grossi sistemi temporaleschi a mesoscala che daranno luogo a forti rovesci di pioggia, anche molto intensi, con colpi di vento e intensa attività elettrica.
Soprattutto la temporanea intensificazione dell’Aliseo di NE che scorre lungo il bordo meridionale dell’alta pressione delle Azzorre, sull’Atlantico tropicale, contribuirà ad addensare molte nubi e tanta umidità all’interno del bacino amazzonico, dove le umide correnti orientali esalteranno ulteriormente l’attività convettiva e la conseguente formazione di grosse “Cellule temporalesche”, con imponenti annuvolamenti cumuliformi, alti anche più di 14-16 km (quindi molto grossi ed in grado di dare la stura a fenomeni precipitativi di forte intensità, se non addirittura occasionali grandinate). Le intense precipitazioni temporalesche e i forti rovesci determineranno anche il notevole incremento della portata dei numerosi corsi d’acqua e affluenti del più grande Rio degli Amazzoni.
Specie quest’ultimo, ingrossandosi, andrà ad allagare vasti lembi della foresta pluviale amazzonica. Bisogna anche ricordare come proprio in questo periodo dell’anno, lungo il bacino amazzonico, inizia quello che possiamo considerare il periodo di massima piovosità, associata alla lenta risalita dell’ITCZ. Di conseguenza i fiumi e i migliaia di corsi d’acqua che attraversano la lussureggiante foresta pluviale dell’Amazzonia, ingrossati dalle abbondanti piogge che caratterizzeranno l’estate australe, inonderanno vasti lembi di territorio forestale, creando delle vaste paludi e immensi acquitrini che sommergono per centinaia di chilometri buona parte del bacino amazzonico, in particolare le aree più depresse e vicine ai grandi bacini idrografici, come il Rio Negro o il gigantesco Rio degli Amazzoni. Un evento assolutamente normale per la depressione amazzonica, una delle aree più umide e piovose della Terra.
