La stagione delle tempeste entra nella fase clou sui mari tropicali dell’emisfero australe. Nei giorni scorsi, sul Pacifico meridionale, si è sviluppata la prima tempesta tropicale della stagione, denominata “Evan”. La tempesta, già durante la fase di sviluppo, presentava una buona struttura, ben alimentata dall’enorme calore latente sprigionato dalle calde acque superficiali dell’oceano Pacifico, che ha agevolato la formazione di grossi “Clusters temporaleschi” che hanno contribuito ad accrescere la circolazione ciclonica. In poche ore, “Evan”, passando sopra un tratto di oceano molto caldo, con bassi valori di “Wind Shear” alle quote superiori (condizioni ambientali ideali per l’approfondimento di un ciclone tropicale), si è notevolmente intensificato, fino a divenire un ciclone tropicale di 1^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti ad oltre i 120-130 km/h e raffiche di picco oltre i 140-150 km/h. Subito dopo “Evan” ha toccato la 2^ categoria della Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti che hanno superato i 150-160 km/h attorno il centro della circolazione depressionaria, puntando le isole Samoa.
Proprio nella mattinata di ieri, il ciclone tropicale, muovendosi verso ovest, ha colpito le Samoa e le Samoa Americane, portando forti piogge, venti forti, con raffiche ad oltre i 100 km/h, e intense mareggiate, dopo aver fatto “landfall” sulla costa nord di Samoa, nei pressi della capitale Apia, particolarmente colpita dalle bufere di vento e dai forti rovesci di pioggia che hanno accompagnato il transito di “Evan”. La stazione di Capo Tapaga, sulla costa orientale dell’isola di Upolu, flagellata da possenti mareggiate, con ondate alte fino a 5-6 metri, ha registrato venti molto forti, ruotati da N-NE a E-SE e SE, che hanno raggiunto un picco di oltre 90 km/h. A Faleolo invece, durante il transito del ciclone, i forti venti da N-NE sono subito rutati da NO e O-NO, superando i 61 km/h di velocità media sostenuta, mentre la temperatura è scivolata sotto i +26°C +25°C nella fase più intensa delle precipitazioni.
Proprio durante il passaggio sulle isole di Samoa e Upolu “Evan” ha sviluppato un piccolo occhio centrale, con un diametro di sole 10 miglia, davvero minuscolo. Purtroppo i media locali fanno sapere che la tempesta, durante il suo passaggio, con i venti molto forti e le intense piogge, ha cagionato molti danni sull’isola di Samoa e Upolu. Molte abitazioni sono state distrutte, specie nella capitale Apia, diversi gli alberi, soprattutto le palme, sradicate dalla furia del vento che in vari settori delle due isole ha oltrepassato i 90-100 km/h. Ma pare che vi siano state pure due vittime, confermate dalle stesse autorità samoane. Solo nelle ultime ore il ciclone ha lasciato le Samoa, sterzando verso ovest/sud-ovest, dirigendosi in pieno oceano, sopra acque superficiali molto calde che gli forniranno un’ottima alimentazione per un ulteriore sviluppo e approfondimento. Gli ultimi loop satellitari mostrano una tempesta ormai ben organizzata , con un piccolo occhio centrale di 7 miglia di diametro. “Evan” presenta una intensa attività temporalesca vicino al suo nucleo, con lo sviluppo di imponenti bande nuvolose che si mantengono piuttosto organizzate sul bordo nord ed est della circolazione ciclonica, dove arriva l’aria molto calda e umida dalle latitudini sub-equatoriali.

Tra oggi e domani il ciclone continuerà a spostarsi su un’area caratterizzata da basso “Wind Shear” in quota che non dovrebbero causare tanti problemi. “Evan” tenderà a rafforzarsi ulteriormente visto che transiterà sopra acque superficiali molto calde acque che si estendono a grande profondità. Per questo il ciclone tropicale potrebbe intensificare fino alla 3^ o addirittura 4^ categoria Saffir-Simpson entro questo fine settimana. Nella giornata di domani, la tempesta, cominciando a deviare più verso sud-ovest, transiterà vicino alcuni arcipelaghi prima di puntare le isole Fiji. Nel mirino di “Evan” sabato potrebbe finire l’isola di Matà utu e quelle di Wallis e Futuna, pronte ad essere interessate dal bordo nord del ciclone tropicale, dove i venti si disporranno inizialmente da S-SE e Sud, con l’avvicinamento della perturbazione, per ruotare da SO, a O-SO e Ovest, con raffiche molto forti, che potranno superare i 100-120 km/h nelle isole di Wallis e Futuna. Oltre ai forti venti le isole verranno flagellate pure da grosse mareggiate spinte dai forti venti da Sud e Sud-ovest che spireranno sul bordo occidentale di “Evan”. Entro domenica il ciclone, continuando a mantenere una traiettoria verso sud-ovest, andrà ad avvicinarsi alle isole Fiji, rappresentando una seria minaccia per lo stato insulare dell’oceano Pacifico. Ma prima di arrivare sulle Fiji, toccando terra sull’isola di Vanua Levu, il ciclone impatterà su un’area caratterizzata da moderato “Wind Shear verticale” che dovrebbe accompagnare un indebolimento di “Evan”. In tal caso “Evan” potrebbe attraversare l’isola principale delle Fiji, dove è ubicata la capitale Suva, come ciclone tropicale di 1^ categoria. In grado comunque di apportare molti danni, per le forti piogge e i venti impetuosi.
