
Sia a Venezia che in terraferma spargisale in funzione per il nevischio che in mattinata ha anticipato le annunciate nevicate previste nelle prossime ore. Nelle principali citta’ della regione e’ in atto il ‘Piano neve’ per evitare il rischio di formazioni di ghiaccio. In Toscana, gia’ colpita dal maltempo nei giorni scorsi, e’ allerta meteo per neve, pioggia e vento forte fino a domenica alle 12. Imbiancata Arezzo, per una breve nevicata che, in mattinata, per una mezz’ora, ha interessato senza disagi la citta’. Oltre i 500-700 metri in Appennino sono previste nevicate abbondanti, che dalla sera arriveranno fino ai fondovalle di Lunigiana e Garfagnana. Anche nel Mugello e in Casentino le nevicate saranno possibili fino a bassa quote. Fitta nevicata sulla citta’ di Aosta e nella parte nord occidentale della regione. Il traforo del Monte Bianco e’ stato chiuso al transito dei mezzi pesanti che viaggiano tra Italia e Francia, che vengono dirottati verso il Traforo del Frejus o il valico di Ventimiglia. Sempre a causa del maltempo ci sono stati problemi alla circolazione anche al confine tra Italia e Svizzera, in corrispondenza del traforo del Gran San Bernardo, dove i tir diretti in Italia vengono fermati in territorio elvetico. In Trentino il ghiaccio sulle strade ha causato qualche incidente stradale, nessuno grave, e difficolta’ agli automobilisti. Neve e nevischio sono cadute su diversi tratti delle autostrade del nord: l’A32 Torino-Bardonecchia, l’A5 Torino-Aosta dall’A22 del Brennero, all’A7 Milano-Genova, all’A9 Milano-Chiasso, ma anche in A1 in Toscana. Nelle prossime 24-48 ore sono annunciate piogge sulle regioni centro meridionali e nevicate anche a quote molto basse sul centro nord. La Protezione civile informa che da domattina si prevede neve, anche in pianura, su Emilia Romagna centro orientale, Toscana orientale, Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio orientale, Molise e Puglia settentrionale. Nella serata di domani, si prevedono nevicate al di sopra dei 600-800 metri, in calo fino ai 300-500 metri su Campania orientale e Basilicata, e al di sopra degli 800-1.000 metri (in successivo calo fino a 400-600 metri) su Calabria e Sicilia.
