
EDIFICI – Sono stati circa 40 mila gli edifici controllati: 24.564 abitazioni, 963 scuole, 2.075 edifici a uso produttivo, 2.697 a uso commerciale, 1.139 uffici, 11.311 depositi e 174 unità d`uso turistico ricettivo. Dagli esiti di verifica dell`agibilità è emerso che il 41% degli edifici è immediatamente agibile, il 23% temporaneamente o parzialmente inagibile, il 30% inagibile, il 6% inagibile per rischio esterno, ossia a causa di elementi esterni pericolanti il cui crollo potrebbe interessare l`edificio. Le abitazioni dichiarate inagibili a conclusione dei sopralluoghi sono oltre 31 mila (abitazioni con danni classificati in classi B, C, D, E) e 2.600 con rischio esterno (F). Si tratta di prime e seconde case, occupate e libere, ovvero è la stima puntuale della consistenza del patrimonio immobiliare a uso abitativo danneggiato dagli eventi sismici di maggio. I danni stimati ammontano a oltre 3,3 miliardi di euro.
ATTIVITÀ PRODUTTIVE – Il sisma ha colpito una delle aree produttive più importanti del Paese: la zona, estremamente vasta, presenta una elevatissima concentrazione di unità produttive agricole, agroalimentari, industriali ed artigianali, con la presenza di distretti produttivi (come il biomedicale, solo per fare l`esempio più noto) di rilevanza internazionale (l`area produce 19,6 miliardi di euro di valore aggiunto nel 2011 e genera 12,2 miliardi di euro di esportazioni). Sono quasi 66 mila unità locali e 270 mila addetti nei settori dell`industria e del terziario, pari rispettivamente al 15,6% ed il 15,9% dei valori totali dell`Emilia-Romagna. Le aziende coinvolte sono diverse migliaia per un valore complessivo del danno stimato di 2,7 miliardi di euro. A causa del terremoto hanno dovuto fare ricorso alla cassa integrazione oltre 40 mila lavoratori per 3.748 unità produttive a causa della sospensione dell`attività della propria azienda.