
Diciassette richieste di rinvio a giudizio per il reato di alluvione colposo in concorso relativo all’esondazione dei torrenti che attraversano Sestri Ponente avvenuta il 4 ottobre 2010 sono state presentate dalla procura di Genova all’ufficio dei giudici per le indagini preliminari. Originariamente erano stati inviati 27 avvisi di conclusione delle indagini preliminari, ma dieci posizioni sono state stralciate e per loro la procura ha chiesto l’archiviazione. L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Vincenzo Scolastico e dal sostituto procuratore Francesco Pinto, ha preso le mosse dalla devastazione che riguardo’ la delegazione, con negozi distrutti, strade e piazze ricoperte di fango, alloggi devastati. Numerosi i funzionari pubblici allora in carica e che, secondo la procura, avrebbero avuto il compito di monitorare lo stato di pulizia dei torrenti. Altrettanto numerosi i dirigenti delle aziende cosiddette ‘frontiste’, ovvero che si trovano sulla linea costiera cittadina, che avrebbero avuto il compito di tenere puliti gli alvei sotterranei dei torrenti che attraversano le aree su cui sorgono gli edifici che ospitano le aziende stesse. Tra loro anche Matteo Preziosi, figlio del presidente del Genoa Enrico Preziosi, legale rappresentante della societa’ Teras Srl. E’ stata effettuata la richiesta di giudizio per Paolo Tizzoni, allora vice presidente della giunta provinciale di Genova; Mauro Lombardi, allora direttore dell’area 6, difesa suolo, della Provincia di Genova; Agostino Ramella, allora dirigente del settore consolidamento suolo, opere idrauliche, polizia idraulica e demanio della provincia di Genova; Stefano Pinasco, allora dirigente del settore idrogeologico del Comune di Genova; Maurizio Paterlini, allora legale rappresentante della Teras Srl; Giovanni Canu, anche lui allora legale rappresentante della Teras Srl; Matteo Preziosi, allora legale rappresentante della Teras Srl; Roberto Scialdone, titolare dell’Immobiliare Levante; Vittorio Cocchi, responsabile tecnico del gruppo Esselunga all’interno dell’Immobiliare Levante; Giacomo Tortarolo, allora responsabile dei servizi generali di Elsag; Gian Battista Ghigliotti, allora responsabile dei servizi gestionali di Fincantieri; Daniele Legnani, responsabile del centro servizi Fincantieri; Alessandro Ghibellini, allora presidente e responsabile delle ditte Tecnocitta’ e Talea; Francesco Berardini, allora presidente e responsabile della ditta Talea; Paolo Ranuzzi, fino al 2008 presidente della Vegagest Immobiliare Sgr, Ermanno Rho, dal 2009 presidente della Vegagest Immobiliare Sgr all’epoca dei fatti; Sara Marchesi, all’epoca dei fatti responsabile del fondo Gamma Skye della societa’ Vegagest Immobiliare Sgr. Restano fuori Emilio e Nicola Riva, dell’Ilva; Franco De Santis Sabbato, Danilio Lazzaretti, Enrico Boffito, ttiolari della Tobi, allora solo locatari dello stabile interessato; Ernesto Grimaldi, frontista che non era titolare delle opere che determinarono l’esondazione; Maria Gabriella Berta, frontista che non era titolare delle opere che determinarono l’esondazione. I dipendenti demaniali Luca Terzaghi e Rita Soddu che hanno dimostrato di aver tentato di ottenere la rimozione di uno “stabile-diga” in via Giotto senza pero’ riuscirvi; il dipendente comunale Walter Rupaldi, che non aveva responsabilita’ operative. I torrenti che furono interessati dalla piena e che determinarono l’alluvione con le rispettive esondazioni sono Ruscarolo, Chiaravagna, Cantarena, Molinassi, Monferrato e Marotta.