“Che ci crediate o no, secondo il Met Office, nei prossimi dieci anni la temperatura media superficiale globale salirà meno di quanto precedentemente previsto“: lo scrive Guido Guidi in un bell’articolo pubblicato sul Climate Monitor, in cui spiega che “ebbene sì, l’ultima previsione decadale dell’Hadley Centre, la divisione climatica del Servizio Meteorlogico inglese, nonché gestore di uno dei più quotati dataset delle tempertaure globali, ha decisamente corretto il tiro verso il basso. Questo non lo si può leggere dal loro comunicato, ma basta andare a prendere l’ultima previsione decadale rilasciata per rendersene conto. E’ quello che hanno fatto sia Bob Tisdale che Tallbloke sui rispettivi blog, presentando insieme le due immagini, quelle che riproduciamo qui sotto“.
La mia impressione di becero meteorologo che con le previsioni sbagliate ci combatte tutti i giorni? La capacità predittiva non c’è ora e non c’è mai stata, il peso – qualunque peso – del contributo antropico alle dinamiche della temperatura globale è ignoto e queste previsioni, molto semplicemente ma attraverso un percorso estremamente complesso basato sull’assunto evidentemente errato di un sistema interamente dipendente dalla variabile CO2, adottano il più classico dei concetti di persistenza. Il Pianeta prima si scaldava e quindi si prevedeva che continuasse a farlo, ora non si scalda più e si prevede che continui a fare lo stesso. Quel che lascia paerplessi è che questi modelli sono talmente efficaci nel ricostruire il passato da aver pronosticato anche l’eruzione del Pinatubo (vedi grafico) con i suoi effetti rinfrescanti. Se riuscissero a mantenere anche una piccolissima parte delle eccellenti prestazioni ex-post anche per il futuro, si potrebbero preallertare le protezioni civili del mondo per fenomeni geofisici rilevanti.
Comunque, sempre da becero meteorologo, so anche che il metodo della persistenza alla fine premia sempre, perciò, domani è un altro giorno“.
