Prorogare lo stato di emergenza per il naufragio della Costa Concordia in scadenza il prossimo 31 gennaio. Il sindaco del Giglio, Sergio Ortelli, lo ha gia’ chiesto ”informalmente” e domenica, nel primo anniversario della tragedia costata la vita a 32 persone due delle quali ancora disperse, lo chiedera’ ufficialmente ai rappresentanti del governo (e’ data per certa la presenza del ministro dell’Ambiente Corrado Clini), che arriveranno al Giglio per le manifestazioni programmate. ”L’emergenza per noi non finira’ fino a quando il relitto restera’ davanti al porto – spiega Ortelli -: siamo ancora in emergenza”. L’obiettivo, quindi, e’ quello di ottenere una proroga che consenta di coprire i tempi, che si sono notevolmente allungati, della rimozione del relitto secondo il progetto ”ciclopico” della Titan-Micoperi.
ANCHE REALACCI (PD): “PROROGARE LO STATO D’EMERGENZA” – ”A un anno esatto dal tragico naufragio della Costa Concordia nelle acque del Giglio, la rimozione del relitto procede con preoccupanti ritardi tanto che la Costa Concordia si trova ancora di fronte a Giglio Porto”: lo afferma Ermete Realacci, responsabile green economy del Pd, per il quale va prorogato lo stato di emergenza determinato dal naufragio. ”E’ necessario dare una decisa accelerata sulla rimozione del relitto della Costa Concordia dalle acque dell’Arcipelago Toscano e ripristinare quindi lo stato dei luoghi a tutela dell’ecosistema marino. Per una positiva conclusione della vicenda – prosegue – e’ importante ci sia piena collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte ed e’ prioritario realizzare con la massima rapidita’ tutti gli interventi annunciati e programmati per la rimozione in sicurezza del relitto”. ”Ma proprio per fare presto e bene e rimuovere finalmente la nave Concordia che mette a rischio l’ecosistema dell’Arcipelago Toscano e deturpa il panorama del Giglio, e’ necessario mantenere lo stato di emergenza sulla vicenda e prorogare la nomina di Gabrielli come commissario delegato per il recupero e il trasferimento della nave. Un fatto non scontato, visto che la riforma della Protezione Civile entrata in vigore in luglio non consentirebbe ‘di regola’ proroghe oltre i 60 giorni alla scadenza delle ordinanze”, conclude.
