
Abbiamo la necessità di scrivere un’altra lettera aperta per perorare la nostra contrarietà alla costruzione della diga nel torrente Vincio di Brandeglio, a monte di Gello, ma si è posto il problema di chi debba essere il nostro prossimo interlocutore. Avevamo pensato di scrivere persino a Babbo Natale, ma Dicembre il 26 lo ha licenziato. Però bisogna ammettere che Dicembre stesso si è mostrato ostile verso questa diga, con le sue frane e il suo maltempo. Chissà che cosa vuol fare Gennaio. Forse è Lui il nostro interlocutore.
Nel comunicato del 14 dicembre, sulla cronaca locale de La Nazione, il Comune di Pistoia dice che l’opera dovrebbe servire come bacino di accumulo dell’acqua in caso di siccità e per lo spegnimento degli incendi. Vedi, caro Gennaio, dicono: dovrebbe servire. Sembra che non sappiano neanche loro a che cosa serve. Vogliono solo spendere i soldi. E cosa strana dicono pure che già ci sono a disposizione tre milioni di euro. Spendere tre milioni di euro per due funzioni: siccità e antincendio, che possono essere svolte, molto meglio, dal Bacino di Gello ristrutturato, è uno spreco di soldi della collettività che non si può giustificare. E poi , si incomincia con tre milioni, ma chi lo sa quanto ci costerà. Oltre ai danni al territorio di Gello e all’ambiente sarà un danno per la collettività. Inoltre, lo stesso comunicato ha messo in evidenza la perizia favorevole di un geologo esterno, è troppo chiedere di poterla visionare? E’ un atto pubblico o no?
Caro Gennaio, come si fa a distinguere la buona politica da quella cattiva? La buona politica deve fare il bene di tutti e deve perseguire gli interessi generali dei cittadini per migliorarne la qualità della vita.
Una cattiva politica potrebbe anche essere legittima, è una questione di scelta, ma non può essere camuffata da buona politica. Cattiva è e cattiva rimane. E’ cattiva politica quell’azione della politica che viene fatta senza tenere conto degli interessi generali della collettività. E’ cattiva politica spendere i soldi dei contribuenti senza la dovuta oculatezza. Metterla a nudo non dovrebbe essere difficile. E’ sempre una questione di scelta degli attori in campo.
Comunque le comunità locali interessate dall’azione della cattiva politica possono discernere la forzatura o l’inopportunità dell’azione stessa, misurandola anche soltanto con il semplice metro del buon senso. E se il buon senso non c’è bisogna ribellarsi.
Segno di buona politica è quello che è avvenuto nel consiglio del comune di Cutigliano (Il Tirreno 30/12), dove il capogruppo di minoranza Nesti ha messo a nudo un risultato della cattiva politica. Ebbene, dice il Nesti, che nel 2011 è stato costruito un guado nel Sestaione, in un posto dove non c’era mai stato, con 60 mila euro provenienti dai finanziamenti per l’alluvione del 2009, soldi dei contribuenti, quindi anche soldi nostri. Ma non è stato costruito per la comunità locale, no, perché c’era pure il divieto di transito. Ma non è finita qui. Quest’opera ha fatto da tappo ed ha causato una serie di inondazioni nei terreni circostanti. Adesso vorrebbero ricostruirlo spendendo altri 150 mila euro dei 620 mila, sempre soldi dei contribuenti, e quindi anche nostri, avuti dalla Regione Toscana per l’alluvione del novembre scorso. Se tutto ciò e’ vero, possiamo dire che non c’è limite all’indecenza? Con il senno di poi e una buona dose di benevolenza, possiamo aggiungere che non c’è più spazio per il pressapochismo.
Come vedi, caro Gennaio, questi sono segni che la buona politica c’è, ma che la cattiva preme. Tocca alle comunità locali insorgere per aiutare la buona politica e pretendere che quando si spendono soldi della collettività si faccia sempre il raffronto tra i costi e i relativi benefici . Fino ad ieri l’andazzo era: avere per spendere. Oggi quei pochi soldi che ci sono vanno spesi con oculatezza e per reali necessità.
Caro Gennaio, da quanto hai appreso ti rendi conto che la situazione è seria. Loro con la Natura ci scherzano guardandola dritto negli occhi volendola imbrigliare in casa sua. Noi stiamo di lato e ci inchiniamo ad Essa, la rispettiamo e allo stesso tempo la temiamo, specialmente nella sua espressione estrema con gli eventi eccezionali, poiché siamo consapevoli della loro imprevedibilità e pericolosità per i danni che potrebbero provocare. Come la neve “pesante” che ha fatto cadere il grosso albero sulla strada e provocato la frana nella zona dell’ipotetica diga. Chi avrebbe potuto immaginare la pericolosità della neve “pesante”? E’ vero che non è stato un gran danno, ma se ci fosse stato, in quel punto, un’ auto o un autobus? Sarebbe stata la stessa cosa? Poteva essere previsto? Chi si sarebbe accollato la relativa responsabilità? Caro Gennaio, rinuncia agli eventi eccezionali, ci pensiamo noi a sistemare tutto. Bada, che il Comitato per la difesa idrogeologica di Gello, prima di parlare con la testa , parla con il cuore e vuole che nessuno si faccia male. Sperando nella tua benevolenza, come primo mese dell’anno, ti facciamo i nostri migliori auguri di Buon Anno.
