Un team di scienziati marini guidati da Aaron Micallef dell’Università di Malta, in collaborazione con il CNR-ISMAR, il CNR-IRPI, l’Università di Modena e Reggio Emilia e il National Oceanography Centre, ha scoperto, in base all’analisi delle acque sommerse nelle coste maltesi, com’era l’arcipelago del Canale di Sicilia circa 20.000 anni fa: in quel momento l’Europa stava vivendo l’età del ghiaccio e il livello del mare era 130 metri più basso rispetto a oggi. Malta, Gozo e Comino erano un’unica grande isola, due volte e mezzo più vasta di quanto non lo sia oggi.
Valletta era situata a 10km dal litorale e la scogliera di Dingli si ergeva per 380 metri sul livello del mare. Una lunga striscia di terra di 40km ad est dell’isola la avvicinava moltissimo alla Sicilia. Oggi, quindi, la stragrande maggioranza delle isole maltesi si trova sott’acqua. I risultati di questo studio sono importantissimi per molti motivi: alcune zone di queste terre oggi sommerse, come grotte e valli, probabilmente sono stati siti ideali per proteggere nel tempo prove e tracce della preistorica attività umana e/o animale. Ulteriori studi, quindi, possono dar vita a grandi scoperte sulla società maltese del megalitico e sulle rotte di migrazione degli animali nel cuore del Mediterraneo, oltre a svelare nuovi “segreti” sui cambiamenti climatici della storia.
