Il “Vendaval” è un vento umido e spesso molto intenso e turbolento, che spira con una certa frequenza fra l’area del golfo di Cadice, lo Stretto di Gibilterra, dipanandosi con forti raffiche da SO e O-SO fin sulle coste della Spagna meridionale e il mar di Alboran. Il soffio di questa impetuosa ventilazione, molto conosciuta lungo lo Stretto di Gibilterra, nel tratto di mare fra Tangeri e Tarifa, è sempre associato all’avvicinamento, fra le coste portoghesi e la Spagna centro-occidentale, di profonde circolazioni depressionarie provenienti dall’Atlantico settentrionale. Non per caso il “Vendaval”, nel corso dell’anno, presenta dei massimi di frequenza tra l’autunno ed il periodo invernale, non appena l’umido e perturbato flusso zonale oceanico si abbassa di latitudine e penetra direttamente sul bacino del mar Mediterraneo, attraversando il Portogallo e la Spagna, dove si instaurano profondi regimi depressionari, con minimi barici capaci di sprofondare sotto i 990-980 hpa. Soprattutto fra Novembre e Aprile questo vento è spesso accompagnato da forti burrasche, che possono trasformarsi in autentiche tempeste di vento, con raffiche di oltre i 100-120 km/h all’interno dello Stretto di Gibilterra, causa l’incanalamento del potente flusso sud-occidentale verso l’area mediterranea.
In genere porta anche tempo perturbato, con rovesci di pioggia, temporali e persino grandinate con “groppi” molto violenti, specie quando il fronte freddo che fa seguito alla circolazione depressionaria che lo attiva è seguito da vari impulsi di aria molto fredda in scivolamento dalle alte latitudini sub-polari. Le peggiori tempeste di vento che hanno investito le coste della Spagna meridionale, l’area di Gibilterra e il mar di Alboran, in genere, sono state portate sempre da intensi episodi di “Vendaval”, con danni anche molto ingenti, sia per le fortissime raffiche di vento che per le potenti mareggiate, molto violente sulla costa atlantica. Come ogni vento anche il “Vendaval” risponde ad un determinato schema configurativo che si può ripetere con una certa frequenza fra la tarda stagione autunnale, l’inverno e l’inizio della primavera. La situazione migliore per la sua attivazione si ottiene con il graduale indebolimento dell’alta pressione delle Azzorre, la quale, venendo schiacciata verso le medio-basse latitudini oceaniche da un sensibile rinforzo del “getto polare” in uscito dagli USA, tende a ridistendersi in modo “zonale” (lungo i paralleli) in direzione del Marocco e dell’entroterra desertico algerino.
Ritirandosi verso sud l’anticiclone oceanico aprirà la strada al passaggio delle umide e perturbate “Westerlies”, pronte ad aprire sopra l’Atlantico settentrionale un canale diretto verso l’Europa occidentale, pilotando in seno al flusso occidentale principale una serie di sistemi frontali e circolazione depressionarie (extratropicali) pronte ad avanzare in direzione della Galizia o delle coste portoghesi. Il transito di queste aree depressionarie sopra il bordo più settentrionale dell’alta pressione delle Azzorre, già ben distesa con i propri elementi principali in direzione del Marocco e dell’entroterra desertico algerino, produce un sensibile inasprimento del “gradiente barico orizzontale” fra l’Africa nord-occidentale, il vicino Atlantico portoghese e la penisola Iberica, con isobare molto strette fra Marocco e Spagna meridionale che vanno ad attivare un intenso flusso sud-occidentale, che dall’Atlantico si dirige di gran carriera verso l’area del golfo di Cadice, lo Stretto di Gibilterra ed il mar di Alboran. Più sarà fitto il “gradiente barico orizzontale”, fra l’area ciclonica in avvicinamento fra Portogallo e Spagna e il promontorio anticiclonico sul Marocco e Algeria, quanto più forte sarà il flusso eolico sud-occidentale connesso al “Vendaval”.

