Condizioni piu’ miti hanno alleviato oggi gli sforzi di circa 2000 pompieri e volontari nel combattere l’ondata di incendi, alimentata da temperature record e forte vento, abbattutasi da alcuni giorni sulle regioni meridionali dell’Australia, anche se decine di roghi continuano ad ardere specie nel Nuovo Galles del sud, lo stato piu’ popoloso con capitale Sydney. Dei 320 incendi registrati ieri, oltre 140 ancora divampano, anche in Tasmania, Victoria e Sud Australia, una trentina dei quali fuori controllo. Si stima che molte migliaia di capi di bestiame, fra cui 10 mila pecore, siano periti nelle fiamme, ma non si ha notizia di vittime umane. Nell’isola di Tasmania, la prima a essere colpita dall’ondata di fuoco, le autorita’ hanno temuto per la sorte di centinaia di persone, fra cui molti turisti, di cui mancano notizie, ma sembra siano semplicemente fuggite da dove alloggiavano. Il sollievo tuttavia sara’ di breve durata: secondo le previsioni la canicola riprendera’ il prossimo weekend. Secondo i meteorologi, la ‘cupola di calore’ creatasi sopra il continente rimane intensa. Ieri si e’ registrata la temperatura media nazionale piu’ alta della storia, 40,33 gradi, che ha eclissato il record precedente di 40,17 gradi registrato nel 1972. Per i prossimi giorni si prevedono temperature sopra i 50 gradi e l’ufficio meteorologico e’ stato costretto ad aggiungere due nuovi colori alla legenda dei suoi grafici: viola tra 50 e 52 e il catastrofico rosa tra 52 e 54 gradi. In gran parte i roghi sono scoppiati in modo spontaneo, ma non sono mancati gli incendi dolosi: a Sydney tre adolescenti sono stati arrestati per aver appiccato un incendio che ha distrutto 10 ettari di bosco nella periferia ovest della citta’.
