
L’Ente Parco Nazionale del Gargano, dopo lo sversamento di petrolio al largo delle coste molisane, al confine con l’Abruzzo, conferma i timori per i rischi causati dalle recenti trivellazioni nel mare Adriatico e monitora la situazione nell’area delle Isole Tremiti. ”L’episodio di oggi conferma e aumenta le nostre preoccupazioni – ha dichiarato il presidente dell’ente parco Stefano Pecorella -. Nei mesi scorsi abbiamo gia’ espresso nelle sedi competenti tutte le nostre preoccupazioni e la nostra contrarieta’ alle trivellazioni nel mare Adriatico per i gravi danni ambientali ed economici che potrebbero causare”. Pecorella si augura che la situazione verificatasi oggi, a 10 miglia dalle Isole Tremiti, si risolva velocemente e per il meglio. Intanto l’Ente Parco resta costantemente in contatto con le autorita’ abruzzesi e molisane per monitorare lo sviluppo della situazione nelle prossimita’ delle Diomedee, facenti parte del compartimento marittimo di Termoli. Al momento non risultano esserci rischi reali per l’area marina protetta.
”Nelle operazioni rischiose e’ necessaria la massima precauzione”. Lo ha detto l’Assessore comunale all’ambiente di Termoli Augusta Di Giorgi in riferimento alla fuoriuscita di greggio dalla piattaforma Campo Rospo Mare situata a 12 miglia dalla costa molisana. ”Si e’ trattato di una perdita di idrocarburi fortunatamente contenuta – ha detto Di Giorgi in contatto per l’intera giornata con la Capitaneria di Porto – che si e’ risolta. Secondo quanto abbiamo accertato, la tubatura dalla quale c’e’ stata la fuoriuscita e’ stata riparata. Abbiamo pero’ intenzione di chiedere un’analisi dettagliata delle acque al largo della costa di Termoli, nell’area della piattaforma”. Lo stesso sindaco di Termoli Antonio Di Brino ha seguito da vicino la vicenda ma ha ricevuto rassicurazioni dal Comandante della Capitaneria di Porto Claudio Manganiello su quanto accaduto ed in particolare sulla riparazione dell’impianto.
Il Wwf lancia l’allarme sull’incidente occorso alla piattaforma Rospo Mare, campo petrolifero a largo tra Vasto e Termoli. ”Si tratta del secondo incidente in meno di 8 anni – racconta Fabrizia Arduini, responsabile petrolio del Wwf Abruzzo – nell’agosto del 2005 ci fu una falla tra i tubi di carico e centinaia di litri finirono in mare: si sfioro’ il disastro ambientale nel vero senso della parola”. Ora la preoccupazione degli ambientalisti e’ l’entita’ del danno attuale: ”Mille litri sono una tonnellata e non e’ uno scherzo, visto che siamo a poche miglia dal parco marino di Punta Penne. Direi che questo e’ un monito, un presagio proprio ora che riprende il suo cammino il progetto di ampliamento previsto del decreto Sviluppo di Passera. Nel 2010 la Prestigiacomo blocco’ il progetto, Passera lo ha riaperto, e si tratta di aprire altri 4 pozzi, di cui uno orizzontale. Insomma, c’e’ allarme”.