Siamo alle solite, appena arriva un pò di alta pressione, se le temperature non sono più che primaverili, il Nord sprofonda nel grigio più cupo, proprio mentre in montagna le giornate sono splendide e miti.
Ma come capire fino a dove, in altezza, si spinge la coltre nebbiosa? Già, perché, per chi non avesse abitudine con questo fenomeno, sappia che la nebbia spesso si alza anche fino a 1000 metri di quota, in tutto e per tutto diventando una nube bassa, distinguibile solo tecnicamente, in quanto cioé a origine, ma di fatto la distinzione si fa solamente accademica. Nubi tanto dense da provocare pioviggini o addirittura nevicate, specie dove ci sia un alto tasso di inquinamento.
Una prima intuizione la si può avere osservando le immagini nel visibile del satellite: la pianura è grigia nell’immagine, colore che altro non rappresenta che una temperatura della cima delle nubi. Ma intorno alla Pianura ci sono le montagne, e lì con un pò di attenzione forse possiamo osservare, specialmente verso l’Appennino (che più delle Alpi è preceduto da colline di varia altitudine) dove arrivino le nebbie. Il mezzo migliore per comprenderlo è guardare un radiosondaggio, cioé i risultati del sondaggio radio del cielo, che viene effettuato quotidianamente nei maggiori aeroporti, anche più volte al giorno. Una sonda viene lasciata andare e invia i dati di vento, umidità, altitudine, temperatura. Fin dove con la quota la curva delle temperature rimane stabile o subisce piccole variazioni, abbiamo la coltre nebbiosa al di sopra. Poi si assiste a un brusco aumento della temperatura e a una forte diminuzione dell’umidità. Spesso se la nebbia è presente solo in quota, al suolo l’umidità non è a saturazione, ma appena prima della barriera delle nubi basse, la è.
Il radiosondaggio odierno di Milano Linate delle 12 U.T.C. a 100 metri di altezza fornisce la temperatura di -0,5°C a 263 metri di altezza con una umidità del 99%, una temperatura di +7,0°C a 479 metri di altezza con una umidità del 61%.
La temperature massima la troviamo a 1391 metri di altezza, con 10,6°C. Una bella differenza!
In questo modo indiretto abbiamo scoperto che è sufficiente alzarsi di poco in quota per trovare un muro di nebbia che a quota collinare è solo un ricordo. Se avete a portata di mano una montagna dunque potete avventurarvi per trovare un pò di sole, molto prima di rimanere delusi perché avete scelto magari una cima troppo bassa mentre se aveste studiato le carte avreste subito potuto abbandonare l’idea della gita o dirigervi su un monte sufficientemente alto. Tenendo presente comunque che al di là della prima barriera montuosa abbastanza alta, addentrandosi nell’Appennino o nelle Alpi, la nebbia, di giorno, spesso anche a fondovalle, lascia spazio alla luce del sole.
A corredo dell’articolo due immagini del lago di Garda oggi, dove la brezza di valle ha aspirato le nubi basse sul lago, come segnalatoci da un nostro lettore.