Le calde acque dell’oceano Indiano sfornano il ciclone “Felleng”, la tempesta nei prossimi giorni abborderà il Madagascar orientale

Traiettoria prevista nei prossimi giorni

Come avevamo previsto la depressione tropicale che fra sabato e domenica si era formata sopra le calde acque superficiali dell’oceano Indiano meridionale, nel tratto a nord dell’arcipelago di Mauritius, si è notevolmente rafforzata nelle ultime 24-36 ore, organizzandosi in una potente tempesta tropicale, denominata “Felleng”, con venti medi sostenuti fino ad oltre i 100 km/h e raffiche di picco che superano abbondantemente i 120-130 km/h attorno il minimo barico centrale, in continua discesa. Le osservazioni satellitari di questa mattina evidenziavano come il sistema, in realtà, si sia rapidamente evoluto in un ciclone tropicale di 1^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti cresciuti notevolmente, ben oltre la soglia dei 120-130 km/h e raffiche sui 150-160 km/h. All’interno dell’area perturbata, dove si concentrano i venti più forti, il moto ondoso sta diventando veramente rilevante, con onde che ormai superano anche i 5-6 metri di altezza. Insomma, il previsto ciclone tropicale pronto a minacciare le coste orientali del Madagascar si è appena formato. Del resto le elevate temperature delle acque superficiali oceaniche, a nord-est del Madagascar, e i bassi valori di “Wind Shear” davanti l’isola-stato, deponevano a favore di una sensibile intensificazione della perturbazione tropicale, che grazie alla notevole attività convettiva e al contributo dato dalla forza di “Coriolis”, si sarebbe trasformata presto in un ciclone tropicale, con tanto di occhio centrale e forti “venti di sbarramento” attorno a quest’ultimo.

“Felleng” attualmente presenta una bella struttura a spirale priva di occhio centrale ben definito, tipica dei cicloni tropicali di 1^ categoria, durante la fase di sviluppo e intensificazione. Le ultime moviole satellitari mettono in risalto la presenza di una intensa attività temporalesca lungo il bordo nord-orientale del ciclone, mentre altri imponenti “Clusters temporaleschi” stanno sorgendo sul bordo settentrionale della neonata circolazione ciclonica, con grandi incudini che sovrastano il tappeto di nubi che ingombra l’area ciclonica. La convenzione, al momento, risulta meno marcata sul margine meridionale e occidentale, dove prevalgono maggiori aperture al traverso delle coste nord-orientali malgasce. Nelle prossime ore, la profonda attività convettiva che si sta sviluppando lungo il bordo nord-orientale del ciclone favorirà la formazione di grosse bande nuvolose spiraliformi che nella prossima notte dovrebbero muoversi poco a nord delle Mauritius, arrivando a lambire le coste nord-orientali del Madagascar, dove entro la mattinata di domani potrebbero giungere le prime piogge legate a “Felleng”.

Da domani il ciclone, raggiungendo la 2^ categoria Saffir-Simpson, con venti medi sostenuti fino a 160 km/h, comincerà molto lentamente a muoversi verso sud-sud/ovest, avvicinandosi alle coste orientali del Madagascar che verranno già lambite dalle prime bande nuvolose che scorrono sul margine più occidentale del sistema ciclonico. Il particolare posizionamento dei massimi barici legati all’anticiclone sub-tropicale delle Mascarene (alta pressione permanente dell’oceano Indiano meridionale), in pieno oceano a sud-est del Madagascar, eviterà un “landfall” diretto sulle coste orientali del Madagascar. Già questa è una buona notizia. Ma anche se non effettuerà il “landfall” il ciclone, migrando gradualmente verso sud-sud/ovest, scivolando sul bordo più occidentale dell’anticiclone delle Mascarene,  riuscirà ad abbordare le coste più orientali dell’isola-stato, apportandovi precipitazioni (in genere forti rovesci o temporali) anche intense, ma meno violente di quelle associate ad un “landfall”. A rischiare maggiormente saranno le coste nord-orientali malgasce, da Vohemar fino a Toamasina, aree che potranno risentire del passaggio di intensi “Clusters” capaci di apportare veri e propri nubifragi.

Ma forti rovesci e violente manifestazioni temporalesche si vedranno pure sull’estrema punta settentrionale del paese, da Capo d’Ambra fino a Hell Ville, causa l’afflusso di caldi e umidi venti occidentali, aspirati dalle isole Comore dalla profonda circolazione ciclonica. Questa sostenuta e umida ventilazione occidentale, che sferzerà le Comore e il Canale di Mozambico, impattando sulle coste nord-occidentali del Madagascar tenderà ad addossare una fitta nuvolosità da “stau”, che verrà bloccata dai rilievi dell’entroterra malgascio, i quali costringeranno le masse d’aria salire verso l’alto, esacerbando i moti convettivo e lo sviluppo di grossi annuvolamenti cumuliformi. Tali addensamenti cumuliformi daranno la stura a delle piogge e a forti rovesci temporaleschi insistenti per diverse ore su buona parte delle coste nord-occidentali del Madagascar. Il ciclone tropicale “Felleng” muovendosi verso sud, davanti le coste orientali del Madagascar, con il suo lato orientale interesserà anche le isole più settentrionali delle Mauritius, investendo in pieno piccoli atolli (in genere disabitati) e isolette, come quella di Tromelin, dove tra domani e giovedì si attende un sensibile rinvigorimento della ventilazione dai quadranti settentrionali e dell’associato moto ondoso, che risulterà abbastanza intenso, con onde alte più di 3-4 metri nel tratto di mare a nord di Mauritius.

Nella giornata di giovedì il ciclone, mantenendo la 2^ categoria, anche se non è del tutto esclusa una intensificazione (temporanea) fino alla 3^ categoria, dovrebbe transitare con il suo centro tra il Madagascar e l’isola di Reunion, arrivando a sfiorare sia le Mauritius, che risentiranno di una notevole intensificazione dei venti da NE e da Nord, che le coste orientali del Madagascar, dove spirerà una sostenuta ventilazione occidentale, con raffiche a tratti anche intense in discesa dalle aree montuose dell’entroterra verso la costa. La parte più attiva delle tempeste rimarrà relegata in mare aperto, davanti le aree costiere del Madagascar, con venti ciclonici molto forti e un consistente moto ondoso. Attorno l’occhio centrale i fortissimi venti, che dovrebbero raggiungere anche i 160-170 km/h, potranno sollevare grandi ondate, alte fino a più di 7-8 metri.