MeteoWeb»CLIMATOLOGIA»L’inverno si gioca la carta della “Madden Julian Oscillation” in spostamento sul Pacifico occidentale: prospettive fredde per il lungo termine?
L’inverno si gioca la carta della “Madden Julian Oscillation” in spostamento sul Pacifico occidentale: prospettive fredde per il lungo termine?
Fino ad ora il quadro configurativo di questa stagione invernale è stato caratterizzato da un handicap, quasi permanente, che ha impedito la realizzazione di grandi eventi di gelo. Ci riferiamo all’anticiclone delle Azzorre, la cosiddetta “2 wave”, la cui azione è indispensabile per destabilizzare il vortice polare troposferico sopra l’Artico, generando quei famosi “split” (con la classica azione a tenaglia convergente sul mar Glaciale Artico) che depongono a favore di importanti ondate di gelo verso le medie latitudini (in qualche caso anche in piena area sub-tropicale). Finora l’azzorriano ha presentato un comportamento molto passivo, presentando un basso profilo (scarse capacità di pulsare verso le latitudine artiche), tanto da divenire facile preda degli attacchi di un vortice canadese non sempre in forma smagliante. Insomma, l’anticiclone oceanico non ha saputo mostrare alcuna grinta per ergere quei imponenti “blocking” (distensione lungo i meridiani dell’anticiclone) capaci di bloccare il flusso delle “Westerlies” in uscita dagli USA e dal Canada meridionale, instaurando i più proficui scambi meridiani, con lo scivolamento di estesi blocchi di aria gelida, direttamente dalla Calotta artica, verso il cuore del vecchio continente e il bacino del Mediterraneo. Eppure, come abbiamo avuto già modo di scrivere in un articolo precedente, l’attuale pattern climatico presenta un grosso potenziale che potrebbe deporre a favore dell’arrivo del grande gelo su una larga fetta del continente europeo, ma non solo.
Ma per riuscire a concretizzare questa grande potenziale occorre avere la grande collaborazione dell’anticiclone sub-tropicale delle Azzorre, la principale figura barica termoregolatrice del clima europeo. Collaborazione che finora è stata alquanto scarsa sul comparto Atlantico. Per sviluppare dei “blocking” anticiclonici molto robusti, in sede oceanica, occorrono grandi “forcing” troposferici che nei prossimi giorni potrebbero essere alimentati dall’ingente quantità di calore latente sprigionato dalla “Madden Julian Oscillation”, importante indice climatico protagonista nelle future dinamiche troposferiche. Proprio dall’area equatoriale iniziano ad arrivare dei segnali incoraggianti a tal proposito che dovranno essere ben analizzati per avere un quadro ben dettagliato a livello emisferico. La prima buona notizia riguarda il graduale avanzamento verso est della “Madden Julian Oscillation”, la quale dall’area indonesiana tende lentamente a spostarsi verso Papua Nuova Guinea e le isole di Bismark, con un conseguente slittamento verso levante, sempre più prossimi al Pacifico occidentale, dei massimi di convenzione e piovosità. Nelle ultime 48 ore si è registrato un notevole incremento dell’attività temporalesca fra il mar di Banda, il mare degli Arafura, Papua Nuova Guinea, le isole di Bismark e le Salomone, con lo sviluppo di grosse “Cellule temporalesche” e “Clusters”, alti anche più di 14-15 km, capaci di scaricare forti rovesci e temporali particolarmente intensi.
L'attività convettiva legata al passaggio della “Madden Julian Oscillation” dall'area indonesiana verso il Pacifico
Ma fa ben sperare anche l’attività convettiva in decisa crescita nell’area della Melanesia e Polinesia, con le prime “Cellule temporalesche” ad est della linea di cambiamento data (che taglia in due il Pacifico). Segnale tangibile che la “MJO” continua gradualmente ad evolvere sul Pacifico occidentale, spostando il cuore della convenzione ad est dell’area indonesiana, fra Papua, le isole Salomone e gli atolli corallini di Melanesia e Polinesia, pronti a risentirne per un notevole incremento di piovosità, e il rischio più incombente di vedere lo sviluppo di depressioni tropicali e tempeste tropicali più organizzate, pronte a minacciare arcipelaghi come le Fiji, Samoa, la Nuova Caledonia, puntando in direzione delle coste orientali australiane. Spostandosi più ad est, verso il Pacifico occidentale, la “Madden Julian Oscillation” potrebbe assumere un posizionamento idoneo per alimentare, più a nord, lo sviluppo di grandi onde troposferiche anticicloniche (aree di forte “Subsidenza atmosferica”) ad onda lunga, fra il Pacifico orientale e la West Coast di Canada e USA, e l’Atlantico orientale, nel tratto antistante le coste dell’Europa occidentale, in grado di imprimere una marcata curvatura oraria del “getto polare”, aprendo ad una circolazione generale spiccatamente meridiana, con estesi scambi di calore convergenti sul mar Glaciale Artico.
Ciò si tradurrà con un rallentamento, anche sensibile, della portata del “getto polare”, che presenterà un andamento spiccatamente ondulato, provocando una riduzione del flusso perturbato zonale e l’instaurazione di una circolazione generale con spiccate caratteristiche meridiane (scambi di calore lungo i meridiani fra polo e tropici). In tal modo l’anticiclone delle Azzorre, sempre meno disturbato dal “getto polare” in uscita dagli USA, potrà essere libero di slanciarsi verso le alte latitudini artiche, ergendo quei solidi “blocking” oceanici capaci di riversare sul continente europeo importanti ondate di gelo, sia d’estrazione marittima che continentale, nel caso in cui l’anticiclone oceanico riuscirà ad allungare le proprie propaggini più settentrionali sino alla Scandinavia, trovando il legame con il bordo più occidentale del gelido anticiclone “russo-siberiano”, custode dell’aria gelida di natura “pellicolare”. In più bisogna tenere conto che gli effetti del “Major Stratwarming” solo ora iniziano a presentarsi nell’alta troposfera artica, dove si evidenzia un marcato aumento termico, con un conseguente incremento dei valori di geopotenziale in quota. Riscaldamento troposferico pronto a instabilizzare il vortice polare, facendo calore gli indici “AO” e “NAM”, su cifre negative che deporranno a favore di prospettive decisamente più fredde per il mese di Febbraio.