
”Per il mais necessario all’alimentazione del bestiame il calo – precisa la Coldiretti – e stato del 13 % con la produzione scesa a 8,5 milioni ma non fanno eccezione le mele (calo del 22 %) e le pere (-13 %). Numeri che fanno pendere verso il segno negativo la bilancia della produzione frutticola italiana, dove almeno le pesche sono rimaste sui livelli dello scorso anno. Malissimo, invece, le castagne, con il raccolto dimezzato da siccita e dagli attacchi del cinipide, il parassita di origine cinese che distrugge gli alberi. Male anche la produzione di miele, a causa dell’andamento climatico poco favorevole, con un meno 25”. Sul fronte dei semi oleosi, ”le rilevazioni indicano – prosegue – una diminuzione del girasole, e anche per colza e soia si prospetta un calo rispettivamente del 24 % e del 14 %. Si registra invece un aumento della produzione di grano duro per la pasta del 12 % per un totale di 4,2 milioni tonnellate, mentre quello tenero per il pane fa registrare addirittura un incremento del 21 %, con un raccolto di 3,4 milioni di tonnellate.
Il rischio e’ ora quello di un aumento delle importazioni di ingredienti di diversa qualita da spacciare come Made in Italy come il concentrato di pomodoro cinese, l’extravergine tunisino, le mozzarelle taroccate ottenute da latte in polvere, paste fuse e cagliate provenienti dall’estero”. ”Un pericolo che – conclude la Coldiretti – evidenzia la necessita di tenere alta la guardia e di stringere le maglie troppo larghe della legislazione a partire dall’obbligo di indicare in etichetta la provenienza della materia prima impiegata, voluto con una legge nazionale all’inizio della legislatura all’unanimita’ dal Parlamento italiano, ma non ancora applicato con i necessari decreti ministeriali”.
