Mentre sulle regioni settentrionali, in particolare sul nord-ovest, fra Piemonte e Lombardia, sembra scoppiata la primavera, con punte di oltre i +18°C +20°C grazie alle secche correnti favoniche settentrionale che discendono dai declivi alpini, le regioni più meridionali e la Sicilia risentono ancora di un residuo flusso di più fresche correnti dai quadranti settentrionali che addensano una residua nuvolosità, in allontanamento verso lo Ionio. La situazione sinottica a livello europeo vede, come avevamo più volte anticipato in tempi non sospetti, l’ulteriore diminuzione d’intensità del ramo principale del “getto polare” che fuoriesce dal nord degli USA. Questo sensibile indebolimento del “getto polare”, indotto da un notevole abbassamento dei geopotenziali in quota fra i territori del Canada orientale e la Groenlandia, andrà ad alimentare una ampia ondulazione anticiclonica sull’Atlantico orientale, che dalle latitudini sub-tropicali oceaniche tenderà ad estendersi verso la Francia, le Isole Britanniche e il mar del Nord, con massimi di geopotenziale di oltre i 585 Dam pronti ad isolarsi fra il Portogallo e la Spagna settentrionale. L’ingrossamento di questa grande onda anticiclonica atlantica agevolerà la formazione di un imponente impalcatura anticiclonica, che dalle medie latitudini atlantiche tenderà, nella giornata di domani, ad ergersi in direzione della Francia, Regno Unito e mar del Nord, interessando con il proprio bordo più orientali il bacino centro-occidentale del Mediterraneo e l’Italia, dove giungeranno isobare di oltre i 1028-1030 hpa sulle regioni settentrionali.

SABATO 5 GENNAIO 2013
Al mattino insisterà il bel tempo su quasi tutto il nord e su gran parte del centro, con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi, salvo degli annuvolamenti più consistenti fra Alto Adige e Alpi Carniche, dove si potranno verificare pure delle deboli nevicate sui versanti di confine. Cieli da poco nuvolosi a parzialmente nuvolosi sulle regioni adriatiche e sulla Sardegna. Una maggiore nuvolosità, a carattere sparso, sarà presente solo sul basso Adriatico, fra Molise e Puglia, e all’estremo sud, fra Calabria ionica, Basilicata orientale e Sicilia nord-orientale, dove transiteranno degli annuvolamenti che potranno risultare maggiormente compatti sulla Puglia centro-meridionale. Qui non è escluso qualche occasionale scroscio di pioggia fra barese, brindisino e leccese.
Nel pomeriggio avremo ancora una prevalenza di condizioni di stabilità su buona parte del centro-nord, con prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi. Qualche nube in più sarà presente fra Alto Adige e Alpi orientali. Cieli per lo più poco nuvolosi sulla Sardegna, con qualche nube in più sul comparto orientale. Una nuvolosità sparsa s’attarderà ancora di interessare basso Adriatico, fra Molise e Puglia, e all’estremo sud, fra Calabria ionica, Basilicata orientale e Sicilia nord-orientale, senza arrecare fenomeni degni di nota, a parte qualche piovasco localizzato nel sud della Puglia.
DOMENICA 6 GENNAIO 2013
Al mattino il giorno dell’Epifania sarà caratterizzato da una prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi su tutto il nord e su gran parte delle regioni centrali tirreniche. Qualche occasionale banco di nebbia, al primo mattino, si potrà formare sulla pianura veneta e friulana. Giornata soleggiata anche sulla Sardegna. Sulle restanti regioni il tempo si presenterà prevalentemente soleggiato, a parte degli annuvolamenti maggiormente presenti lungo il settore adriatico, specie fra Molise, Puglia garganica e Salento. Cieli da poco nuvolosi a parzialmente nuvolosi pure sulla Calabria e in Sicilia.
Nel pomeriggio non sono previste sostanziali variazioni, se non il passaggio di qualche innocua velatura sulle regioni settentrionali e lungo le coste adriatiche. Ancora ampi spazi di sereno sulle regioni del versante tirrenico e sulla Sardegna. Solo sul basso Adriatico e all’estremo sud, in particolare fra Molise, Puglia, Calabria e Basilicata orientale, saranno ancora presenti degli annuvolamenti che scorreranno verso sud e sud-sud/est. In serata torneranno di scena le nebbie e le foschie che diverranno anche fitte in pianura Padana, nelle aree adiacenti al Po. Qualche nebbia e banco di strati con base molto bassa potrà interessare anche la Toscana e le vallate interne della dorsale appenninica.
Dopo il brusco aumento termico delle ultime ore torneranno a diminuire non prima della giornata domenicale sulle regioni settentrionali, quando si attenuerà l’intenso flusso settentrionale. Una graduale diminuzione invece è attesa sulle regioni del medio-basso Adriatico e sul meridione, per l’afflusso di aria più fredda dai quadranti settentrionali.
VENTI
Spireranno da deboli a moderati dai quadranti settentrionali, con sensibili rinforzi da Nord e N-NO su basso Adriatico, Canale d’Otranto e mar Ionio, nella mattinata domenicale. Venti, a tratti intensi, spireranno tra le coste del Gargano, il Salento e la Calabria ionica, fra cosentino e crotonese, dove sono previste raffiche di picco oltre i 60 km/h. La sostenuta ventilazione settentrionale tenderà ad attenuarsi nel corso della tarda serata/notte.
Si presenteranno da poco mossi a mossi quasi tutti i bacini. Solo il basso Adriatico, il Canale d’Otranto e lo Ionio, dal pomeriggio di domani, tenderanno a divenire molto mossi, con moto ondoso in ulteriore intensificazione dalla nottata. Domenica, al mattino, lo Ionio a largo diverrà persino agitato (forza 5), con la formazione di onde di “mare vivo” alte fino a 2.5-3.0 metri. Il moto ondoso andrà ad attenuarsi fra la tarda serata e la nottata successiva, con onde sempre più lunghe che andranno a scadere sullo Ionio.
Da lunedì con l’attenuazione della ventilazione dai quadranti settentrionali sull’Italia andranno ad affermarsi condizioni di relativa stabilità che non si tradurranno in cieli sereni e tempo soleggiato, in particolar modo nel periodo invernale. Causa il fenomeno dell’inversione termica (indotto dai cieli sereni) e la stagnazione dell’umidità nei bassi strati non mancherà la formazione delle solite foschie e banchi di nebbia notturni lungo le pianure e le vallate delle regioni del nord e in parte di quelle del centro. Le formazioni nebbiose, inoltre, durante la mattinata, venendo riscaldate dai primi raggi di sole, tenderanno a sollevarsi dando luogo a cieli in genere nuvolosi o molto nuvolosi per la persistenza di una densa nuvolosità bassa (strati) che causerà grigiori, dando all’atmosfera un aspetto umido e uggioso, come avviene sovente in Val Padana. Sulle regioni centrali insisteranno ampi spazi soleggiati, pur in un contesto di variabilità positiva, con qualche annuvolamento sparso, qua e là. Per quando riguarda le prospettive di freddo per metà mese bisogna dire che non prima di giorno 10-11 l’Italia potrà risentire dei primi effetti del notevole “stratwarming” in atto nella bassa stratosferica artica. Al momento la particolare congiuntura barica, con un profondo minimo di geopotenziali sul Canada orientale che favorisce il gonfiamento dell’onda anticiclonica atlantica verso il comparto europeo occidentale, non è particolarmente congeniale per vedere future irruzioni artiche fino al cuore del Mediterraneo centrale. Ma nei prossimi giorni cercheremo di essere più precisi, fornendo nuovi aggiornamenti.