
Le foreste della Terra svolgono un noto servizio al pianeta: assorbono grandi quantita’ di inquinamento da anidride carbonica immesse nell’atmosfera dalle attivita’ umane. Ma quando gli alberi sono devastati da eventi naturali catastrofici come incendi, siccita’ e uragani, il loro decadimento “restituisce” il carbonio all’atmosfera. Un meccanismo che rende fondamentale riuscire a contare il numero esatto di “morti” provocate dagli eventi naturali e dal cambiamento del clima per quantificare il pericolo di inquinamento di “ritorno”. Uno studio statunitense ha elaborato un sistema per riuscire nell’impresa. La ricerca condotta da Jeffrey Chambers del DOE (Lawrence Berkeley National Laboratory dello U.S. Department of Energy) ha sviluppato un modello analitico che combina immagini satellitari, simulazioni e dati dai lavori effettuati sul campo per aiutare gli scienziati a quantificare con maggiore esattezza le tendenze e la mortalita’ degli alberi nelle foreste. Il metodo che servira’ a migliorare la comprensione del ruolo delle foreste e l’impatto dei cambiamenti del clima nel sequestro del carbonio e’ stato testato nell’area della Foresta Amazzonica vicina a Manaus, in Brasile. I risultati hanno dimostrato l’approssimazione dei calcoli sulla mortalita’ degli alberi successiva a un evento catastrofico effettuati attraverso i modelli tradizionali. I ricercatori hanno dimostrato che ai modelli attuali e’ sfuggito dal 9,1 al 16,9 per cento della mortalita’ vegetale nella foresta in un periodo di vent’anni. Cio’ vuol dire che il “budget” di carbonio sequestrato o restituito all’atmosfera calcolato sinora e’ sbagliato. Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista Pnas.