
L’ondata di freddo, partita dalla Lapponia, scivolata sul bordo orientale del promontorio anticiclonico di blocco presente sul Mediterraneo centrale, dopo aver aggirato l’entroterra montuoso dell’Anatolia, ha raggiunto le coste dell’Asia minore, dove la quota neve si è sensibilmente abbassata, arrivando a lambire persino le alture di Damasco, in Siria, e la città di Gerusalemme, fra Israele e Palestina. In queste ore viene segnalata neve moderata sulla città siriana di Homs, con soli +1°C, purtroppo nota alle cronache internazionali per i recenti massacri di civili ad opera delle truppe governative ancora fedeli al presidente siriano Assad.
Ma ancora più coreografica è la nevicata in atto sulla città Santa di Gerusalemme, a 750 metri di altezza, con appena +1°C +2°C. Fiocchi inizialmente bagnati, misti alla pioggia, che iniziano ad attecchire sui tetti dei palazzi, sui cipressi e nel grande cupolone, famoso in tutto il mondo. La neve dovrebbe lasciare un sottile accumulo anche per le strade e nei giardini della città Santa. Ma tanta neve fresca sta imbiancando i rilievi del vicino retroterra e le alture del Golan settentrionale, dove a 1000 metri ci sono già più di 10-15 cm di neve, mentre a quote più alte si toccano anche i 30-40 cm sul confine libanese. Molte le strade di montagna rese impraticabili fra Libano meridionale e stato di Israele.
