
Dopo l’anomala, quanto eccezionale, ondata di freddo dei giorni scorsi, con l’abbattimento di diversi record assoluti, il nord dell’India nei giorni scorsi ha dovuto fare i conti con un insolita ondata di maltempo dalle caratteristiche tipicamente invernale. Piogge, rovesci e dei temporali, con episodi di grandine, hanno interessato diversi stati dell’India settentrionale, inclusa l’area della capitale, New Delhi, dove nella tarda serata di mercoledì 16 Gennaio si è abbattuto un temporale con una inconsueta grandinata per la localizzazione e l’intensità del fenomeno. In genere gli inverni, su gran parte del sub-continente indiano, sono caratterizzati da tempo anticiclonico e clima abbastanza secco, per il predominio dei più freschi e secchi “Monsoni di NE”, i quali tendono a spingere verso l’India masse d’aria secche e relativamente secche, in discesa dall’altopiano tibetano e dalle aree montuose interne del Bangladesh e dell’area indo-cinese. Eppure, in inverno, anche nel nord dell’India, soprattutto negli stati del Kashmir e Himachal Pradesh, arrampicati sul versante occidentale della catena himalayana, dove in seno al flusso perturbato zonale delle medie latitudini giungono i resti dei vecchi sistemi frontali ex mediterranei e di “CUT-OFF” in colmamento dall’area medio-orientale. Perturbazioni che spesso, prima di dissiparsi definitivamente, impattando sugli elevati rilievi del Kashmir e dell’ Himachal Pradesh, tendono a scaricare importanti precipitazioni, quasi sempre nevose sopra i 1400-1500 metri. Non per caso sulle elevate montagne del Kashmir indiano, ogni inverno, cadono enormi quantità di neve che spesso possono dare origine a tragiche slavine, capaci di sommergere interi villaggi montani.
In questi giorni, il maltempo osservato nell’estremo nord dell’India, sarebbe da imputare al passaggio di un “transiente” (stretta curvatura ciclonica in quota) in seno al ramo principale della “corrente a getto sub-tropicale”, che dalla penisola Arabica si spinge sparata (alla superficie isobarica di 250 hpa) sopra il Pakistan e l’India settentrionale, dopo aver sorvolato l’Iran, con massimi di velocità che superano pure i 280-300 km/h. All’interno di questo “transiente”, transitato dal Pakistan spostato verso l’India settentrionale, tra gli stati del Rajasthan e del Madhya Pradesh, si è sviluppata una circolazione depressionaria nei medi e bassi strati, con un minimo barico al suolo sceso sotto i 1010 hpa che ha impresso una debole rotazione ciclonica dei venti su buona parte dell’India occidentale. Tale area depressionaria, dalle caratteristiche più tipiche dei cicloni extratropicali, sarebbe stata alimentata, nel bordo più settentrionale, da infiltrazioni di aria più fresca scivolata dalla fascia himalayana, mentre più a sud, sull’India centro-meridionale, scorrevano masse d’aria più calde e umide nei bassi strati aspirate dal mare Arabico orientale. Lungo il ramo ascendente del “transiente” in quota si sono innescate delle turbolenze (attività convettiva) che hanno agevolato lo sviluppo di annuvolamenti cumuliformi abbastanza compatti fra il nord del Rajasthan, lo stato di Haryana, l’Uttar Pradesh ed il Punjab, con un esteso corpo nuvoloso che è stato sospinto dai sostenuti venti meridionali in quota (presenti alla destra del “transiente”) verso il versante meridionale dell’imponente catena montuosa dell’Himalaya. Addossandosi all’insormontabile catena montuosa, la notevole forzatura orografica offerta da quest’ultima al flusso dai quadranti meridionali, ha contribuito ad esaltare notevolmente le correnti ascendenti già innescate nella libera atmosfera, con la crescita di enormi cumulonembi ai piedi dell’Himalaya che hanno dato la stura a rovesci e temporali, localmente anche intensi, fra gli stati indiani di Haryana, Uttar Pradesh ed il Punjab, interessando pure la capitale New Delhi, fra giovedì 17 e venerdì 18 Gennaio.
Se sulle pianure dell’India settentrionale le piogge e i temporali sono stati i grandi protagonisti, sull’Himalaya il fronte nuvoloso ha dato luogo a fitte nevicate, a tratti a sfogo di rovescio, fin dai 1300-1400 metri di quota. Tanta neve è caduta soprattutto negli stati del Kashmir e Himachal Pradesh, li dove si sono concentrate le precipitazioni più intense. Una spettacolare nevicata ha imbiancato anche la città di Srinagar, a circa 1554 metri di altezza, nello stato federato del Jammu e Kashmir, di cui è la capitale estiva. Va sottolineato come Srinagar è abituata a ricevere delle nevicate, anche abbondanti, durante la stagione invernale, merito dell’altitudine e dall’esposizione all’umido flusso occidentale che traghetta le vecchie perturbazioni di origine ex mediterranea o medio-orientale fin sul versante occidentale dell’Himalaya. La nevicata ha colto di sorpresa gli abitanti e i tanti turisti che si trovavano in vacanza nella bella città dell’India settentrionale. La neve ha però causato enormi problemi al traffico stradale, con molte strade rese impercorribili. Sempre a causa della nevicata centinaia di turisti sono stati lasciati a terra a Manali, nota località turistica nel Himachal Pradesh, attendo un miglioramento delle condizioni meteorologiche. Ma delle belle nevicate, grazie a questa risalita di aria umida dall’India settentrionale, hanno tinto di bianco diverse vallate dell’Himalaya sud-occidentale, a partire dai 1300-1400 metri, regalando dei paesaggi suggestivi lungo l’area himalayana. La perturbazione si è gradualmente colmata quasi del tutto nella giornata di ieri quando l’avanzata dell’intenso “getto sub-tropicale”in alta quota ha sfrangiato i corpi nuvolosi sopra l’altopiano del Tibet (dove non è arrivata nessuna precipitazione significativa), pronto ad essere sferzato da intensi venti occidentali, da O-SO e Ovest, in grado di raggiungere notevoli velocità.