
”Non mi sento assolutamente colpevole”: cosi’l’ex presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), Enzo Boschi, commenta le motivazioni della sentenza del Tribunale dell’Aquila che lo ha condannato in primo grado, con altre sei persone, in relazione al terremoto del 6 aprile 2009. ”Non pensera’, il giudice – ha detto Boschi all’ANSA – che dopo aver denunciato per anni la sismicita’ del territorio italiano, avrei detto improvvisamente che all’Aquila non c’e’ rischio di terremoti?”. ”Io e i miei colleghi – ha proseguito Boschi – non avremmo mai assolutamente potuto dare nessuna affermazione rassicurante: sarebbe stato dire che siamo in grado di prevedere i terremoti, oppure che i terremoti non sono prevedibili ma che all’Aquila non ci sarebbe stato nessun sisma”. Quanto alla frase finale del verbale della riunione della Commissione Grandi Rischi, che riporta le affermazioni dell’assessore alla Protezione civile regionale Daniela Stati, Boschi dice: ”non so che cosa abbia detto Strati, io personalmente non l’ho sentita dire che andava a rassicurare la popolazione” Per l’ex presidente dell’Ingv ”e’ tutto privo di senso: che scopo avremmo avuto a rassicurare? Che cosa ci avremmo guadagnato? Le cose disoneste si possono fare, ma si fanno per qualche scopo”.