Come vi abbiamo più volte spiegato in questi giorni l’Italia in questi giorni sarà interessata dal passaggio di una circolazione depressionaria, a carattere freddo, coadiuvata in quota, nella media troposfera, da un nocciolo di aria molto fredda, con isoterme di ben -32°C -33°C alla quota di 500 hpa. Tale vortice depressionario, migrando molto lentamente verso l’alto Tirreno e le coste toscane, apporterà piogge, rovesci e temporali sulle regioni tirreniche, dalla Toscana meridionale alla Campania e alle coste della Calabria tirrenica, mentre delle nevicate fino a bassa quota (medio e bassa collina), con occasionali fioccate fin sul piano, si verificheranno sulle regioni centro-settentrionali. Ma oltre alle piogge e alle nevicate, fino a bassissima quota sui rilievi appenninici, la circolazione depressionaria instaurata sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo darà origine pure alle prime burrasche del 2013 su diversi bacini italiani, come i mari che bagnano le isole maggiori e il medio-basso Tirreno, dove già nelle prossime ore si insinuerà una sostenuta ventilazione occidentale, richiamata dal minimo depressionario in spostamento verso l’alto Tirreno.
Difatti, scendendo con turbolenti raffiche dai rilievi dell’entroterra sardo, i venti di maestrale tendono ad acquistare ulteriore velocità, raggiungendo le aree costiere sottostanti con folate davvero forti. Venti molto intensi s’incanaleranno anche all’interno delle Bocche di Bonifacio, dove tra la nottata e la mattinata di domani soffieranno forti venti da Ovest e da O-NO, con raffiche molto forti, soprattutto nel tratto compreso fra La Maddalena, l’isola di Santa Maria e la costa più meridionale corsa. Nella mattinata di domani, con lo spostamento verso l’Argentario del minimo barico annesso alla circolazione depressionaria ben strutturata in quota, gli intensi venti di maestrale che sferzeranno la Sardegna si verseranno rapidamente sopra il medio-basso Tirreno, assumendo una spiccata componente occidentale, con una curvatura ciclonica delle correnti, pronte a raggiungere le coste del Lazio, Campania e Calabria tirrenica con la classica componente da O-SO (ponente e libeccio). Gli intensi venti occidentali interesseranno buona parte del medio-basso Tirreno, raggiungendo forza 7 sulla scala Beaufort, fino alla serata di domani, andando gradualmente ad attenuarsi non prima della nottata fra mercoledì e giovedì.
La sensibile intensificazione della ventilazione causerà un inevitabile incremento del moto ondoso su tutti i nostri bacini. In particolare, dalla serata, con l’ingresso dei forti venti di maestrale dal Rodano, il mar di Corsica, il mar di Sardegna e il Canale di Sardegna passeranno molto rapidamente da molto mossi ad agitati, fino a localmente molto agitati (forza 6) a largo, con lo sviluppo di onde di “mare vivo” alte anche più di 3.0-4.0 metri. Nella mattinata di domani il moto ondoso andrà sensibilmente ad aumentare su tutto il medio e basso Tirreno, che diverrà subito agitato, con onde che raggiungeranno i 2.5-3.0 metri di altezza, presentando una direzione media di propagazione da O-SO. Queste onde di “mare vivo”, sollevate dall’intensa ventilazione occidentale in azione sul Tirreno, nel corso della giornata andranno a rompersi sui litorali del basso Lazio, Campania e alta Calabria tirrenica, dove si verificheranno delle mareggiate di debole intensità. Le coste del casertano, napoletano, salernitano e cosentino saranno quelle più colpite, proprio qui si concentreranno i “Run Up” principali, superiori pure ai 3.0 metri. Più al riparo risulteranno le coste della Sicilia occidentale e settentrionale, dove comunque entreranno delle onde rifratte, alte più di 2.0 metri. L’intenso moto ondoso potrà cagionare molte difficoltà alla navigazione marittima nella giornata di domani. Con molta probabilità verranno interrotti i collegamenti marittimi con l’isola di Ponza, Ischia, Procida, Capri e le Eolie. Solo da giovedì la sostenuta ventilazione occidentale andrà sensibilmente ad attenuarsi, con l’inserimento di un moto ondoso lungo (mare lungo) di scaduta fra mar e Canale di Sardegna e sul medio e basso Tirreno.
