Sta per arrivare la prima burrasca di ponente e maestrale del 2013, attese mareggiate sulle coste tirreniche

Come vi abbiamo più volte spiegato in questi giorni l’Italia in questi giorni sarà interessata dal passaggio di una circolazione depressionaria, a carattere freddo, coadiuvata in quota, nella media troposfera, da un nocciolo di aria molto fredda, con isoterme di ben -32°C -33°C alla quota di 500 hpa. Tale vortice depressionario, migrando molto lentamente verso l’alto Tirreno e le coste toscane, apporterà piogge, rovesci e temporali sulle regioni tirreniche, dalla Toscana meridionale alla Campania e alle coste della Calabria tirrenica, mentre delle nevicate fino a bassa quota (medio e bassa collina), con occasionali fioccate fin sul piano, si verificheranno sulle regioni centro-settentrionali. Ma oltre alle piogge e alle nevicate, fino a bassissima quota sui rilievi appenninici, la circolazione depressionaria instaurata sul bacino centro-occidentale del Mediterraneo darà origine pure alle prime burrasche del 2013 su diversi bacini italiani, come i mari che bagnano le isole maggiori e il medio-basso Tirreno, dove già nelle prossime ore si insinuerà una sostenuta ventilazione occidentale, richiamata dal minimo depressionario in spostamento verso l’alto Tirreno.

Già dalla sera, con la graduale progressione della circolazione depressionaria, minimo barico sui 997-998 hpa, in direzione dell’arcipelago toscano e della costa livornese, tra il mar di Corsica, il mar di Sardegna, il Canale di Sardegna e l’intero medio-basso Tirreno, si andrà ad inasprire sensibilmente il “gradiente barico orizzontale”, dove si attiveranno intensi venti di maestrale che spingeranno masse d’aria abbastanza fredde, di lontane origine artiche, che canalizzandosi all’interno della valle del Rodano (unico valico che permette all’aria fresca oceanica o quella fredda artico marittima di poter penetrare direttamente sul Mediterraneo dopo aver aggirato la catena alpina), prima di farle traboccare, con forza, all’interno del “mare Nostrum”. Il “gradiente barico orizzontale” sul Mediterraneo centrale verrà intensificato, ulteriormente, dalla presenza di un solido blocco anticiclonico che inizia a spanciarsi sul vicino Atlantico, con massimi di 1028 hpa centrati a ovest dello Stretto di Gibilterra, mentre al contempo, sull’alto Tirreno prevale una ciclogenesi fredda, caratterizzata da un minimo barico al suolo sui 998 hpa.

Tale divario barico, fra il vicino atlantico portoghese e il Mediterraneo centrale, causerà una conseguente accelerazione dei venti di maestrale che dal golfo del Leone spireranno, con intensità di burrasca, in direzione del mar di Corsica e di Sardegna, con raffiche che tra la tarda serata e la nottata potranno superare punte di oltre i 70-80 km/h in mare aperto. Nel corso della nottata gli intensi e freddi venti di maestrale cominceranno a spazzare la Sardegna, spirando con raffiche di oltre i 60-70 km/h, localmente anche più, tra il sassarese, l’oristanese, ed in misura minore fra cagliaritano e nuorese. Costretti ad attraversare l’entroterra montuoso sardo i sostenuti venti di maestrale tenderanno poi a scivolare lungo le coste della Sardegna orientale, dal golfo di Orosei fino a Capo Carbonara, con forti raffiche di caduta che localmente toccheranno picchi di oltre i 70 km/h.

Difatti, scendendo con turbolenti raffiche dai rilievi dell’entroterra sardo, i venti di maestrale tendono ad acquistare ulteriore velocità, raggiungendo le aree costiere sottostanti con folate davvero forti. Venti molto intensi s’incanaleranno anche all’interno delle Bocche di Bonifacio, dove tra la nottata e la mattinata di domani soffieranno forti venti da Ovest e da O-NO, con raffiche molto forti, soprattutto nel tratto compreso fra La Maddalena, l’isola di Santa Maria e la costa più meridionale corsa. Nella mattinata di domani, con lo spostamento verso l’Argentario del minimo barico annesso alla circolazione depressionaria ben strutturata in quota, gli intensi venti di maestrale che sferzeranno la Sardegna si verseranno rapidamente sopra il medio-basso Tirreno, assumendo una spiccata componente occidentale, con una curvatura ciclonica delle correnti, pronte a raggiungere le coste del Lazio, Campania e Calabria tirrenica con la classica componente da O-SO (ponente e libeccio). Gli intensi venti occidentali interesseranno buona parte del medio-basso Tirreno, raggiungendo forza 7 sulla scala Beaufort, fino alla serata di domani, andando gradualmente ad attenuarsi non prima della nottata fra mercoledì e giovedì.

Nel frattempo, la distensione in senso zonale dell’anticiclone oceanico, che inizia ad essere schiacciato dal notevole rinforzo del “getto polare” sull’Atlantico settentrionale per l’approfondimento del vortice canadese, verso l’entroterra marocchino e algerino, dove irromperanno le isobare di oltre i 1022-1020 hpa, creerà un importante “gradiente barico orizzontale”  sul basso Mediterraneo, nel bordo meridionale della circolazione depressionaria. L’insorgenza di tale “gradiente barico orizzontale”, fra l’entroterra nord-africano e il “mare Nostrum”, agevolerà la formazione di un esteso corridoio di sostenute correnti dai quadranti occidentali, pronte a convogliare masse d’aria molto più miti e umide che dal vicino Atlantico portoghese penetreranno dentro lo Stretto di Gibilterra e il mare di Alboran, avanzando successivamente davanti le coste algerine per raggiungere il mar di Sardegna e il Tirreno meridionale. Il minimo depressionario, in posizionamento sulla Toscana, richiamerà anche un sostenuto flusso di correnti orientali sulle regioni settentrionali. Sul golfo di Trieste, il richiamo di aria fredda e pesante dalle pianure danubiane operato dalla depressione italica, favorirà l’attivazione dei tipici “deflussi” dagli intagli naturali delle Alpi Dinariche, con l’innesco di una bora abbastanza sostenuta e molto rafficata, capace di toccare anche gli oltre 60-70 km/h sul golfo di Trieste.

Attese delle mareggiate sui litorali tirrenici e difficoltà nei collegamenti con le isole minori

La sensibile intensificazione della ventilazione causerà un inevitabile incremento del moto ondoso su tutti i nostri bacini. In particolare, dalla serata, con l’ingresso dei forti venti di maestrale dal Rodano, il mar di Corsica, il mar di Sardegna e il Canale di Sardegna passeranno molto rapidamente da molto mossi ad agitati, fino a localmente molto agitati (forza 6) a largo, con lo sviluppo di onde di “mare vivo” alte anche più di 3.0-4.0 metri. Nella mattinata di domani il moto ondoso andrà sensibilmente ad aumentare su tutto il medio e basso Tirreno, che diverrà subito agitato, con onde che raggiungeranno i 2.5-3.0 metri di altezza, presentando una direzione media di propagazione da O-SO. Queste onde di “mare vivo”, sollevate dall’intensa ventilazione occidentale in azione sul Tirreno, nel corso della giornata andranno a rompersi sui litorali del basso Lazio, Campania e alta Calabria tirrenica, dove si verificheranno delle mareggiate di debole intensità. Le coste del casertano, napoletano, salernitano e cosentino saranno quelle più colpite, proprio qui si concentreranno i “Run Up” principali, superiori pure ai 3.0 metri. Più al riparo risulteranno le coste della Sicilia occidentale e settentrionale, dove comunque entreranno delle onde rifratte, alte più di 2.0 metri. L’intenso moto ondoso potrà cagionare molte difficoltà alla navigazione marittima nella giornata di domani. Con molta probabilità verranno interrotti i collegamenti marittimi con l’isola di Ponza, Ischia, Procida, Capri e le Eolie. Solo da giovedì la sostenuta ventilazione occidentale andrà sensibilmente ad attenuarsi, con l’inserimento di un moto ondoso lungo (mare lungo) di scaduta fra mar e Canale di Sardegna e sul medio e basso Tirreno.