
Le “Westerlies” tornano a spirare con una certa intensità sull’Atlantico settentrionale, spalancando le porte all’umido flusso perturbato zonale in uscita dagli USA e dal Canada orientale, dove si sta consumando una intensa fase di gelo. La ripresa delle correnti zonali è coadiuvato da una notevole intensificazione del “getto polare” sull’Atlantico settentrionale, causa la sensibile riduzione dei geopotenziali in quota fra il Canada orientale e il nord-est degli USA. L’inasprimento, anche sensibile, del “gradiente di geopoteziale”, fra il Canada orientale e le medie latitudini atlantiche, deporrà a favore di un ulteriore rinforzo del flusso legato al ramo principale del “getto polare”, che si prepara a raggiungere velocità veramente notevoli alla quota di 250 hpa. La presenza di un “getto” cosi potente, pronto ad insinuarsi lungo le aree di massimo “gradiente di geopotenziale” , schiaccerà verso le medie latitudini oceaniche l’alta pressione oceanica, impossibilitata ad ergersi verso le alte latitudini, costretta a distendersi con i propri elementi principali fin verso le coste marocchine e l’area di Gibilterra. Sul bordo più settentrionale di questa impalcatura anticiclonica, estesa dal medio Atlantico in direzione del Marocco, stanno cominciando a scorrere delle intense correnti occidentali che dipanano masse d’aria piuttosto miti e umide, aspirate dal settore sub-tropicale dell’Atlantico occidentale sub-tropicale e pronte a muoversi verso le Azzorre, le coste portoghesi e quelle della Spagna settentrionale.
Le isobare, molto strette e ravvicinate fra loro, si estenderanno su una larga fetta dell’Atlantico settentrionale, dove si innescheranno dei venti tempestosi pronti a sferzare con grande forza il tratto di oceano a sud delle coste groenlandesi. Stavolta però i massimi di “gradiente barico” rimarranno circoscritti ad un’area ben più limitata attorno il profondissimo minimo barico al suolo e nei bassi strati. Le tempeste più violente, nel corso della giornata di domani, si attiveranno sul margine più meridionale della “depressione-uragano”, in pieno oceano, li dove la contrapposizione con il promontorio anticiclonico delle Azzorre, disteso in modo zonale a sud dell’omonimo arcipelago portoghese, sarà molto intensa. In quest’area si attiveranno venti molto forti, componente prevalente da O-SO, Ovest e O-NO, che potrà raggiungere l’intensità di uragano nel tratto di oceano a sud-ovest dell’Islanda, con raffiche in grado di lambire picchi di oltre i 130-140 km/h, a tratti anche 150 km/h. Ma venti molto forti dai quadranti orientali, pronti a sfociare in tempesta, andranno ad intensificarsi anche lungo il bordo più settentrionale della profonda struttura ciclonica, fra lo Stretto di Danimarca (braccio di mare che separa le coste orientali della Groenlandia dall’Islanda) e il tratto di oceano antistante le coste della Groenlandia sud-orientale, dove soffieranno venti veramente impetuosi da E-NE e NE, con raffiche di oltre i 100-120 km/h. Pur concentrandosi in mare aperto i venti impetuosi, da E-NE e NE, investiranno anche le coste sud-orientali della Groenlandia (piene di fiordi), da Skjoldungen fino a Capo Farvel, e le coste più settentrionali dell’Islanda, dove si potranno registrare raffiche fino a 90-100 km/h. I venti forti proseguiranno fino alla giornata di domenica, con venti burrascosi dai quadranti orientali che continueranno a interessare lo Stretto di Danimarca e il tratto di oceano ad ovest dell’Islanda.
Onde alte fino a 9-10 metri si formeranno sull’Atlantico settentrionale
I potenti venti occidentali, che assumeranno anche forza di uragano sul bordo più meridionale della potente “depressione-uragano”, soffiando per centinaia di miglia in mezzo all’Atlantico settentrionale, renderanno questa parte dell’Atlantico settentrionale da molto grosso (forza 8 ) a tempestoso (forza 9), con la formazione di grandi ondate alte più di 8-9 metri nell’area perturbata. Dentro le tempeste più violente si potranno formare ondate con “Run-Up” di 10 metri di altezza nel tratto di oceano a sud-ovest dell‘Islanda, rendendo la navigazione marittima proibitiva anche per le navi di media e grande stazza. Le grandi onde oceaniche, sollevate dai venti di uragano dai quadranti occidentali, irromperanno con grande impeto sulle coste sud-occidentali islandesi fi verso le Far Oer, determineranno su queste poderose mareggiate che si infrangeranno in modo spettacolare sulle scogliere. Ma un imponente moto ondoso si andrà a sviluppare pure fra lo Stretto di Danimarca ed il tratto di oceano antistante le coste della Groenlandia sud-orientale, con i forti venti da E-NE e NE che solleveranno onde di oltre i 6-7 metri di altezza. Le grandi ondate causeranno delle mareggiate sulle coste nord-occidentali islandesi, nei pressi dell’area di Horn.