Valanghe “killer” sulle Alpi, rischio era “marcato”

Nessun puo’ impedire agli sciatori di uscire in neve fresca, ma il rischio di caduta di una valanga, come quella staccatasi oggi sopra Cortina, era ”marcato” – grado 3 su una scala massima di 5 – in questi giorni sulle Dolomiti. Lo ricordano gli esperti del centro valanghe di Arabba (Belluno), che aggiornano la situazione del manto nevoso ed i relativi rischi con bollettini emessi quotidianamente. Negli ultimi 10 giorni, spiega uno dei tecnici del centro Arpav, Renato Zasso, in quota sono caduti dal metro al metro e 40 centimetri di neve fresca. Il problema e’ la differente coesione tra questa neve e quella piu’ vecchia sottostante, friabile. ”C’e’ una situazione ingannevole – dice Zasso – perche’ in superficie la neve e’ bella soffice, invita a sciare, ma l’instabilita’ e’ sotto, tra la neve nuova e quella vecchia: quella in superficie e’ piu’ pesante e quando si incontra con lo strato friabile e’ li’ che si verifica il punto di taglio della valanga, spesso e’ a lastroni”. Lo scorso weekend, dopo le ultime copiose nevicate, l’indice valanghe lungo i pendii piu’ esposti era arrivato al grado 4, quasi il massimo. ”Impedire alla gente di uscire non si puo’ – osserva Zasso – ma chi lo fa dovrebbe valutare bene i bollettini, se non si e’ esperto di montagna farsi accompagnare da qualcuno che lo sia, e soprattutto valutare attentamente l’ambiente nel quale ci si muove e le indicazioni di rischio”.