Valanghe, la Forestale spiega come interpretare nel modo migliore i bollettini meteo sul rischio in montagna

Il servizio Meteomont del Corpo forestale dello Stato, in qualita’ di servizio statale di previsione e informazione su neve e valanghe svolto in collaborazione con il Comando Truppe Alpine e il Servizio Meteorologico dell’Aereonautica Militare, invita tutti gli utenti della montagne innevate a consultare i bollettini di pericolo valanghe. Alcuni consigli per una corretta lettura e interpretazione dei bollettini sono dunque necessari, informa una nota del Corpo Forestale dello Stato. Innazitutto i bollettini indicano gradi di pericolo valanghe e condizioni del manto nevoso su scala regionale, informa la nota, sulla base di dati prodotti giornalmente da reti di monitoraggio fisse ed itineranti distribuite (base informativa), quindi rappresentano la situazione sintetica e generale di vaste aree montane e non forniscono una valutazione di tipo locale.

Le valanghe sono un fenomeno estremamente localizzato ed estremamente variabile nel tempo e nello spazio, pertanto, si rende necessaria una valutazione costante e continua di tipo locale. Per la valutazione del rischio, aggiunge la nota, e’ necessario che l’utente effettui una corretta analisi, che si deve avvalere sia del fondamentale supporto del Bollettino meteonivologico regionale sia di una disamina delle condizioni presenti sul posto eventualmente. Secondo la scala europea di pericolo valanghe, non esistono gradi di pericolo che escludono del tutto la probabilita’ di distacchi di masse nevose. Tutti i gradi di pericolo valanghe prevedono fenomeni valanghivi, seppure di dimensioni limitate, pertanto presupposto fondamentale per la sicurezza e’ il possesso di conoscenze specifiche e del territorio. La scala di pericolo, continua la Forestale, non e’ lineare per cui il pericolo di grado 3, pur trovandosi al centro della scala, non rappresenta un grado di pericolo medio ma una situazione gia’ ”marcatamente” critica. L’aumento del grado di pericolo e’ in relazione alla probabilita’ che i fenomeni si verifichino, alla diffusione, al numero e alla dimensione dei fenomeni, alla tipologia e al tipo di sovraccarico previsto per l’innesco del distacco provocato. Pertanto si ribadisce che tutti i gradi di pericolo richiedono attenzione e capacita’ di scegliere l’itinerario sicuro, capacita’ sempre piu’ elevate con l’aumentare dello stesso grado. Secondo le statistiche degli incidenti da valanga si calcolano travolti e vittime anche per gradi di pericolo bassi (30% con grado moderato) e la maggior parte degli incidenti (90%), compresi quelli con vittime, si hanno con i gradi 2 e 3 della scala di pericolo valanghe europea.

Il fatto che si verifichino una o due valanghe con travolti per distacco provocato, aggiunge la nota del Corpo forestale, non significa che il grado di pericolo e’ forte o molto forte ma puo’ anche essere debole e moderato, in quanto localizzato in pendii ben precisi e localizzati, non diffusi. Il grado di pericolo marcato o superiore presuppone il verificarsi di numerose e diffuse valanghe spontanee di medie dimensioni e in alcuni casi anche di grandi dimensioni. Diffondere la notizia che con i gradi bassi di pericolo si puo’ andare tranquilli e con i gradi alti non si puo’ in nessun modo o luogo uscire e’ fuorviante, conclude la nota, eccessivamente semplicistico e superficiale per la sicurezza in montagna.