
Prosegue il periodo freddo e nevoso tra i Balcani e l’area danubiana, interessata da nuove fitte nevicate fino a bassissima quota nei giorni scorsi, causa il passaggio della ciclogenesi sviluppatasi attorno i mari italiani. L’estesa “Warm Conveyor Belt” che martedì ha interessato l’Italia meridionale e la Sicilia, ben alimentata dalla risalita di un “Jet Streak” (massimi di velocità del “getto polare” in quota) dall’entroterra algerino e libico, si è spostata successivamente in direzione della Grecia settentrionale, Macedonia e area balcanica, dispensando abbondanti precipitazioni, risultate prevalentemente nevose fino a bassissima quota tra Croazia e Slovenia, dove i fiocchi occasionalmente sono scesi fino a livello del mare in prossimità dell’Istria. L’area depressionaria, poi spostata verso l’alto Adriatico, come previsto, era preceduta da intensi e umidi venti di scirocco che hanno risalito l’intero bacino adriatico, da sud a nord, attivando delle mareggiate che si sono abbattute con tutta la loro intensità sulle isole croate, in particolare nel nord della Dalmazia, con onde di “mare vivo” alte anche più di 3.0-4.0 metri. Ma particolarmente intense sono risultate le precipitazioni, con cumulate che in quasi 24 ore hanno oltrepassato pure i 70-80 mm in Croazia. Tutta la pioggia caduta sulle coste si è subito trasformata in neve nelle aree interne, con spettacolari fioccate fino a bassissima quota.
Le nevicate, soprattutto fra la serata di martedì e la giornata di ieri, hanno ammantato di neve le aree interne della Croazia centro-settentrionale e la confinante Slovenia, dove al manto nevoso già preesistente si sono aggiunti altri 20-30 cm. In alcune località, a quote collinari, si sono superati i 50-60 cm di spessore. Nell capitale Zagabria, già ammantata di bianco dopo le abbondanti nevicate dei mesi scorsi, la neve ha superato uno spessore di ben 20-22 cm, localmente di più nelle zone periferiche dove si sono registrate delle difficoltà nella circolazione stradale. In montagna invece l’altezza del manto bianco ha oltrepassato, di gran lunga, il metro di altezza, con punte fino a 2.0-2.5 metri oltre i 1000-1500 metri. Sullo Zavizan, per esempio, si sono lambiti i 2.7 metri. Un muro bianco invalicabile che accresce il pericolo slavine. Sulle altre più importanti vette croate i 2 metri sono stati superati senza particolari problemi, grazie alle intense e persistenti precipitazioni nevose delle ultime 48 ore. Ma tanta neve fresca copre pure i principali comprensori montuosi della Bosnia Erzegovina ed il Montenegro, con accumuli superiori anche al metro sopra i 1000 metri di quota.
