
Un’area a nord dell’isola di Gran Roque con una superficie pari a 10 miglia marine e’ il luogo dove molto probabilmente lo scorso 4 ottobre e’ caduto l’aereo con a bordo Vittorio Missoni e altri tre italiani. Lo ricordano fonti dell’ambasciata a Caracas, sottolineando l’importanza del ritrovamento di due borsoni appartenenti al gruppo e che si trovavano sull’aereo: una prima sacca e’ stata trovata a Curacao ormai qualche giorno fa e un secondo borsone, piu’ di recente, a Bonaire, un’altra isola del Mar dei Caraibi. ”Entrambi i ritrovamenti confermano la possibilita’ della caduta dell’aereo nella zona dove si sono svolte gran parte delle ricerche”, e cioe’ ”a nord della Gran Roque”, affermano le fonti, precisando che tutte e due gli oggetti hanno ‘viaggiato’ trascinati dalle correnti a una velocita’ ‘‘di circa 20 miglia al giorno”. ”Nel primo caso – il borsone di Curacao – e’ possibile stabilire la data di ‘arrivo’ nell’isola intorno al 10 gennaio, mentre nel secondo quell’operazione, e cioe’ l’identificazione del momento dell’arrivo a Bonaire, e’ molto piu’ difficile”, precisano le fonti. Un altro fronte chiave della vicenda e’ quello delle ricerche che saranno fatte nelle prossime settimane. ”Nei prossimi giorni partira’ dalla Louisiana una nave oceanografica per scandagliare i fondali dell’area alla ricerca dell’aereo caduto nel 2008, operazioni che dovrebbero iniziare l’8 marzo. Stiamo lavorando insieme agli esperti venezuelani – viene precisato dalle fonti – per estendere le ricerche anche all’aereo caduto il 4 gennaio”. Le aree dove le ricerche si concentreranno sono diverse. Nel primo caso – l’aereo disperso nel 2008 con 14 passeggeri a bordo, tra i quali otto italiani – a sud di Las Roques, in quello invece del bimotore con a bordo Missoni e altri tre connazionali a nord dell’arcipelago.