
Magari ci si lamenta un pò troppo, magari si dà al tempo anche colpe che non ha, ma se la meteoropatia è un disagio reale (e su questo non piove), non c’è nulla di strano che esploda anche semplicemente per il fatto di essere stressati, quindi unendo un disturbo fisico a un periodo di particolare tensione. Insomma, siamo più meteoropatici quando abbiamo la “miccia corta”.
Ma anche nel passato, con meno inquinamento, senza cambiamenti climatici attuali (siamo sicuri che ce ne saranno stati altri altrettanto intensi), c’erano tante persone, anche famose, che soffrivano il tempo.
Goethe, e lo ringraziamo, sosteneva che “sono le menti più nobili a soffrire di più i capricci dell’atmosfera”
Mozart soffriva emicranie legate al tempo, e pare che la sua musica sia particolarmente indicata proprio a chi di emicranie soffra.
E Cristoforo Colombo? Avrebbe avuto pieno diritto di soffrire un altro male, legato in qualche modo al tempo, il mare in tempesta, ma era invece un classico meteoropatico.
Ma anche Michelangelo e Leonardo da Vinci, che all’arrivo del maltempo smettevano di creare.
Voltaire e Wagner soffrivano di depressione in particolari periodi, e Napoleone vedeva l’ulcera peggiorare. Non c’è dubbio infatti che più che a mali nuovi la meteorpatia esponga a disagio per il riacutizzarsi di vecchie ferite, di artriti, artrosi o malanni cronici vari.