Ancora tanta cenere sulle strade messinesi, la pioggia rischia di creare una poltiglia molto insidiosa

Un tratto della S.S, 114 annerito dalla pioggia di cenere di ieri sera

Quella di ieri è stata, senz’altro, la più intensa caduta di cenere registrata nell’area dello Stretto di Messina negli ultimi decenni. Ancora più intensa di quella verificatesi nel 2002. Seppur il parossismo sia durato poche ore l’intensa attività stromboliana, condita da grosse esplosioni, ha permesso l’espulsione di un enorme mole di materiale lavico nella media troposfera, che intercettato dagli intensi venti sud-occidentali dominanti in quota è stata sospinta verso il messine, la Calabria meridionale per poi proseguire fin sull’alto Ionio. A fine serata i resti del pennacchio di cenere, ormai sfaldati, avevano raggiunto il tratto di mare a sud delle coste salentine. Lungo i comuni del messinese ionico e sulla città di Messina, direttamente investita dalla nube di cenere, dalle 20:00 alle 21:00, per circa 1 ora, si è verificata una vera e propria pioggia di materiale lavico che si è depositata su strade e sopra i tetti di macchine in sosta ed edifici. Nella mattinata odierna le raffiche di ponente, che hanno raggiunto picchi di oltre i 50-60 km/h, hanno spazzato i depositi di cenere in piccoli mucchi ai bordi delle strade e nei giardini. Ora però il rischio maggiore è rappresentato dalla pioggia, che cadendo formerà una poltiglia nerastra che renderà l’asfalto estremamente scivoloso, particolarmente insidioso per i mezzi a due ruote. Per limitare i disagi sarebbe opportuno iniziare a raccogliere questi depositi di cenere che rischiano di tappare i tombini e ostruire la rete fognaria, creando un ostacolo al naturale deflusso delle acque piovane in caso di forti acquazzoni o rovesci temporaleschi.