
Pechino ha posto il segreto di Stato sui risultati dello studio concluso nel 2010 sull’inquinamento del suolo nel Paese, ritenuto dagli scienziati più grave di quello di aria e acqua. E’ quanto ha denunciato un avvocato di Pechino, Don Zhengwei, che ha chiesto di poter consultare i dati emersi dopo cinque anni di indagine, costata un miliardo di yuan (oltre 120 milioni di euro). Alla sua richiesta, il ministero dell’Ambiente ha fatto sapere che ne saranno diffusi solo alcuni dettagli, perchè sullo studio è stato posto il segreto di Stato. “La risposta del ministero è infondata, perchè le norme sulla diffusione di informazioni governative consentono la pubblicazione dei cosiddetti segreti nazionali se questi sono di interesse pubblico – ha sottolineato l’avvocato al South China Morning Post – il ministero dell’Ambiente ha diffuso informazioni in tempo reale sull’inquinamento atmosferico anche se l’aria di Pechino non era così male il mese scorso. Al contrario, l’inquinamento del suolo è un ‘segreto di Stato’. Questo vuol dire che la terra è molto più inquinata dell’aria?”. Stando ai dati ufficiali diffusi nel 2006, ricorda oggi il Guardian, un decimo della terra coltivabile risultava inquinata; stime indipendenti hanno però riferito di due quinti della terra avvelenati da arsenico e metalli pesanti. Solo nei giorni scorsi, il governo cinese ha ammesso per la prima volta l’esistenza dei cosiddetti “villaggi del cancro”, ossia delle località dove il livello di inquinamento è tale che il numero delle persone colpite da tumore ha raggiunto livelli allarmanti. Un’ammissione che evidenzia la crescente consapevolezza e preoccupazione nazionale sulle conseguenze di anni di frenetica crescita economica sull’ambiente e sulla salute umana.