
Nubi che via via, dalla serata, si faranno sempre più compatte, al punto da dare luogo alle prime deboli precipitazioni fra ponente ligure, genovesato e basso Piemonte che potrebbero assumere prevalente carattere nevoso fino al piano, visto che lo zero termico si attesterà sotto i 400-300 metri. Quota in ulteriore calo con l’avvento delle prime precipitazioni, pronte ad intensificarsi sensibilmente durante la prima mattinata di lunedì, allorquando l’Italia settentrionale verrà raggiunta dal flusso più mite e umido in quota che tenderà a scorrere sopra lo spesso strato di aria fredda e più pesante appena depositato al suolo sopra la pianura Padana e sulle regioni e vallate interne dell’Italia centro-settentrionale, dove permarranno termiche attorno i +0°C, se non addirittura inferiori, più che adatte nel favorire delle nevicate fin dal piano. Una parte dell’aria fredda depositata sopra il Catino Padano riuscirà a “travasare” fin sulle coste liguri, specie nel tratto compreso fra i quartieri occidentali di Genova e Albenga, dove i bassi valichi appenninici permetteranno l’incanalamento dei “cuscini freddi” preesistenti sul cuneese e alessandrino, agevolando un brusco raffreddamento che porta l’abbassamento della quota neve fin sul livello del mare. La neve sulla città di Genova non è per niente rara. Soprattutto durante il periodo invernale, fra i mesi di Dicembre e Marzo, quando sopra le pianure dell’Emilia e del Piemonte, a seguito di una precedente avvezione fredda continentale da NE, si isola un ampio “cuscinetto di aria gelida” a livello del suolo.
Quando sul golfo di Genova nasce la famosa “Genova low”, la depressione orografica sottovento all’Appennino Ligure, l’aria molto fredda, se non gelida, presente sul basso Piemonte e sull’Emilia occidentale tende a tracimare verso i bassi valichi appenninici fin sulla costa. La ciclogenesi cosi creata sul golfo di Genova tende, quasi sempre, a muoversi verso sud/sud-est, sia per l’effetto sbarramento orografico prodotto dall’Appennino ligure e dalle Alpi Apuane, che si ergono vicine alla costa tirrenica, sia per la curvatura ciclonica in quota che promuove uno spostamento più verso sud che una traslazione verso est. Con lo spostamento verso sud-sud/est accade che sulle coste liguri, in particolare lungo la Riviera di Ponente e sulla città di Genova, le correnti nei bassi strati si cominciano a disporre da N-NE o Nord, con l’avvento di sostenute raffiche di caduta dalle vallate appenniniche che accompagnano la tracimazione delle masse d’aria fredde padane, accumulate fra il cuneese, l’alessandrino e il piacentino, verso la costa ligure e il golfo di Genova. Il tutto mentre in quota (500 hpa), prevale un flusso portante da S-SO e SO, mite e molto umido, visto il posizionamento più occidentale del nocciolo depressionario nella media troposfera rispetto al minimo barico al suolo, che scorre al di sopra dell’aria molto fredda, nei bassi strati, che travasa dalla pianura Padana. I contrasti termici che si vengono a determinare producono una fitta nuvolosità, che risale da SO o S-SO, la quale da luogo a persistenti precipitazioni, che con l’ingresso dell’aria fredda nei bassi strati da N-NE, assumono prevalente carattere nevoso fin dalle quote collinari, fra savonese e la periferia occidentale di Genova. Ma quando dal cuneese, alessandrino e piacentino sfonda aria piuttosto gelida (che per più giorni è rimasta semi-stazionaria sopra i terreni innevati del basso Piemonte e ovest Emilia), le nevicate possono raggiungere persino le coste, imbiancando le città di Genova e Savona, regalando degli scenari davvero suggestivi.
