Eruzione Etna: le foto dei nostri lettori, eccezionale pioggia di cenere e lapilli sul messinese jonico

Nella serata di oggi, sabato 23 febbraio 2013, al Nuovo Cratere di Sud-Est dell’Etna è avvenuto un nuovo episodio di fontane di lava, due giorni e mezzo dopo l’episodio precedente al medesimo cratere, e 36 ore dopo l’ultimo episodio eruttivo in zona sommitale, che era avvenuto alla Bocca Nuova la mattina del 22 febbraio. Il parossismo del 23 febbraio è stato più intenso di quelli precedenti, con fontane di lava alte 600-800 m e una nube di cenere e scorie che è stata spostata dal vento forte verso nord-est, mentre il volume di lava questa volta è inferiore a quello degli episodi precedenti. La durata della fontana di lava è stata di meno di un’ora. Ecco alcune fotografie dei nostri lettori.
Gli scatti sono di Carmelo Greco, Gianluca Zappalà, Massimo Lo Giudice e altre di Giovanni Paratore e tratte dai social network relative a una straordinaria pioggia di cenere e lapilli sul paese di Limina, sui Peloritani, nel versante jonico della provincia di Messina, dove – come ci segnala Giovanni Cannavò – tra le otto e nove meno un quarto si è verificato un evento unico. L’eruzione dell Etna ha provocato, infatti, una vera e propria grandinata di lapilli vulcanici che hanno ricoperto strade e tetti del paese, come se fosse pede-vulcanico. Tutti gli abitanti si sono riversati in strada per vedere questo strano evento che nei precedenti si era sempre verificato sotto forma di cenere finissima. In quei casi si poteva parlare di “pioggia” di cenere, stavolta invece s’è trattato di una vera e propria “grandinata”! A tal proposito, un nostro lettore di Linguaglossa, dove sono caduti autentici sassi lavici, ci ha scritto che “attualmente e finito tutto, ma i danni ad auto, nelle campagne e sui tetti saranno immensi. Credetemi, sono stati piu’ di 20 minuti si terrore tra boati e il rumore delle pietre assordanti che cadevano. E’ pazzesco, qui non se ne può più, questa è la terza volta in una settimana nell’hinterland catanese. Che Dio ci protegga“.